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Cure a domicilio, dal 1° aprile gli utenti dovranno partecipare ai costi

Introdotto un contributo a carico degli utenti per le cure a domicilio per garantire la sostenibilità del sistema: 50 centesimi ogni 5 minuti di cura, fino a un massimo di 15 franchi al giorno.
Tipress
Fonte red
Cure a domicilio, dal 1° aprile gli utenti dovranno partecipare ai costi
Introdotto un contributo a carico degli utenti per le cure a domicilio per garantire la sostenibilità del sistema: 50 centesimi ogni 5 minuti di cura, fino a un massimo di 15 franchi al giorno.

BELLINZONA - Dal 1° aprile di quest'anno gli utenti delle cure a domicilio in Ticino saranno chiamati a partecipare ai costi delle prestazioni ricevute. La novità deriva dalle modifiche al Regolamento d’applicazione della Legge sull’assistenza e cura a domicilio (LACD) approvate dal Consiglio di Stato, in seguito alla modifica legislativa adottata dal Gran Consiglio nell’ambito del Preventivo 2026.

Negli ultimi anni il settore delle cure a domicilio ha registrato un’evoluzione significativa, caratterizzata da una forte crescita dell’offerta privata accanto ai servizi di interesse pubblico e da un aumento complessivo delle prestazioni e dei costi. Le modifiche introdotte intendono garantire la sostenibilità del sistema nel lungo periodo e preservarne l’equilibrio finanziario.

La partecipazione ai costi da parte degli utenti mira a una ripartizione più equilibrata delle spese tra tutti gli attori coinvolti. Quindi a partire dal 1° aprile tutti i fornitori di prestazioni di cure a domicilio che operano nell’ambito della Legge sull’assistenza e cura a domicilio (LACD) — servizi di assistenza e cura a domicilio di interesse pubblico, servizi privati e infermieri indipendenti — preleveranno un contributo dagli utenti calcolato in base alla durata delle cure ricevute. Il contributo sarà di 50 centesimi ogni cinque minuti di cura, fino a un massimo di 15 franchi al giorno.

Le persone che beneficiano delle prestazioni complementari (PC) dell’AVS/AI potranno chiedere il rimborso della spesa secondo le disposizioni vigenti. Anche chi non percepisce tali prestazioni può verificare l’eventuale diritto a un rimborso.

Secondo il Consiglio di Stato, la misura mira a rafforzare la stabilità finanziaria del settore e a mantenere nel tempo un sistema di cure a domicilio accessibile e sostenibile, limitando le ripercussioni dei costi sulle finanze pubbliche e sui premi dell’assicurazione malattie.

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