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SVIZZERA

«Quando ho sentito le esplosioni ho avuto paura. Sono felice di essere a casa»

I passeggeri rossocrociati decollati stamattina da Muscat con un volo speciale Swiss sono atterrati a Zurigo. E c'è chi per prenderlo ha fatto centinaia di km in taxi.
20Minuten
Fonte 20Minuten
«Quando ho sentito le esplosioni ho avuto paura. Sono felice di essere a casa»
I passeggeri rossocrociati decollati stamattina da Muscat con un volo speciale Swiss sono atterrati a Zurigo. E c'è chi per prenderlo ha fatto centinaia di km in taxi.

ZURIGO - Tutto è bene quel che finisce bene per 211 svizzeri rimasti bloccati in Medio Oriente negli scorsi giorni. Il volo speciale organizzato da Swiss e decollato stamattina da Muscat è infatti atterrato alle 14.37 a Zurigo.

In taxi da Dubai a Muscat - Nunu, 29 anni, era bloccato a Dubai. «È stato stressante, ma ora sono sereno», ha detto a 20Minuten. «Sono felice di essere di nuovo a casa». Il giovane ha spiegato di aver viaggiato in taxi da Dubai fino al confine con l'Oman e di aver poi preso un altro taxi fino a Muscat. «Quando ho sentito i rumori delle esplosioni ho avuto paura, ma in generale mi sono sentito sicuro».

«Ho avuto paura per i miei figli» - La 38enne Daphna, invece, è stata un mese in Nuova Zelanda con la sua famiglia e doveva tornare in Svizzera facendo scalo a Dubai, ma da lì non c'è stato modo di ripartire. «È stato spaventoso, ho avuto paura per i miei figli», spiega. «Quando eravamo a Dubai abbiamo appreso dai media che gli Emirati Arabi hanno un buon sistema di difesa, ma si percepiva chiaramente l'agitazione e ogni volta che suonavano le sirene dovevamo andare nel parcheggio dell'hotel». Anche Daphna, per andarsene, ha dovuto prendere due taxi fino a Muscat, spendendo circa 500 franchi. Per il volo speciale di Swiss, invece, ha pagato 4'000 franchi per quattro persone.

La 34enne Samira, intanto, racconta che stava tornando dallo Sri Lanka e doveva fare scalo a Dubai, ma è stata costretta ad atterrare a Muscat, dove è rimasta bloccata per qualche giorno.

«Nessun problema» - André, dal canto suo, si trovava in vacanza a Muscat e dice di non aver quasi percepito la guerra. «Non è stato un problema», dice, sostenendo di non aver avuto paura. «Anche l'alloggio era ottimo. Ma sono comunque contento di essere di nuovo in Svizzera».

Familiari sollevati - La 60enne Brigitte ha atteso in aeroporto l'arrivo di suo figlio e sua nuora, che si trovavano in vacanza in Oman. «Erano a Muscat, ma poi la situazione è degenerata», racconta. «Mi dispiace per tutte le famiglie che sono ancora bloccate lì».

Anche un 40enne ha aspettato con ansia l'arrivo dei suoi genitori. Per andarsene, spiega, i due hanno viaggiato da Dubai all'Oman con un'auto a noleggio. «È davvero un sollievo. È stata una settimana spiacevole», dice, aggiungendo che si è sentito più nervoso lui in Svizzera che i suoi genitori. «Naturalmente siamo tutti molto felici e grati che sia finita così».

A bordo dell’Airbus A340, completamente occupato, vi erano 211 passeggeri: 205 adulti e sei neonati.

Un equipaggio pronto a tutto - Swiss precisa che anche l'equipaggio era volutamente molto numeroso. «A bordo c'erano due capitani, due primi ufficiali, dieci assistenti di volo e un meccanico. Nella stiva il team aveva caricato preventivamente un container con importanti pezzi di ricambio, tra cui anche ruote, per poter intervenire in modo il più possibile autonomo in caso di eventuali lavori tecnici a Muscat. L’equipaggio era quindi preparato a molte delle situazioni che una missione di questo tipo può comportare».

Il volo speciale SWISS è stato effettuato in collaborazione con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Tuttavia non si è trattato di un volo di evacuazione sovvenzionato, bensì di un’operazione autonoma di SWISS.

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