2 miliardi? Anzi no, facciamo 4: esplode la fattura per i Patriot americani

A causa della guerra, il prezzo del sistema missilistico antiaereo è lievitato esponenzialmente. Berna conferma: «Pagamenti congelati, cerchiamo alternative europee»
A causa della guerra, il prezzo del sistema missilistico antiaereo è lievitato esponenzialmente. Berna conferma: «Pagamenti congelati, cerchiamo alternative europee»
BERNA - A causa della guerra in Ucraina e di quella in Medio Oriente, la Svizzera deve attendere i cinque sistemi di difesa aerea Patriot ordinati negli Stati Uniti.
Non solo: nel frattempo i sistemi sono diventati anche più costosi. Inizialmente erano stati concordati 2,3 miliardi di franchi. Successivamente, il prezzo è aumentato a circa 3,45 miliardi.
Ora la guerra in Iran complica ulteriormente i piani. Come riporta il Tages-Anzeiger, una fonte interna al Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), calcola un possibile raddoppio dei costi originari: i sistemi dovrebbero ormai costare 4,6 miliardi di franchi.
«I pagamenti restano congelati»
A confermare i costi aggiuntivi, senza però entrare nel merito e definendoli genericamente «notevoli», è lo stesso Consiglio Federale in una nota diffusa dopo la discussione di questo mercoledì pomeriggio. Anche Berna conferma che, per la consegna, sono previsti «nuovi ritardi» stimati nell'ordine dei 4-5 anni.
Il Consiglio federale precisa che una decisione sull'ulteriore modo di procedere verrà presa entro la fine dell'estate e che, fino a quel momento, i pagamenti verso gli USA «resteranno congelati».
Le nuove proposte degli Usa (ma il ritardo resterà)
Il governo statunitense ha ora presentato alla Svizzera alcune possibili opzioni e le ha concretizzate nel corso di colloqui con l'Ufficio federale dell'armamento (Armasuisse). Il Dipartimento della difesa (DDPS) analizzerà ora queste proposte in modo approfondito e proseguirà i colloqui con gli Stati Uniti.
«In base alle conoscenze attuali, tutte le varianti comportano ritardi nelle forniture e notevoli costi aggiuntivi», afferma il Consiglio federale, precisando che «non sono disponibili informazioni vincolanti in merito da parte degli Stati Uniti».
Intanto si cerca un'alternativa
Come già trapelato negli scorsi mesi, si starebbe valutando un'alternativa «preferibilmente prodotta in Europa» e la risposta di possibili fornitori potrebbe arrivare entro fine maggio.
Già a marzo il capo del DDPS Martin Pfister aveva aperto all'eventualità che la Svizzera acquisisse un secondo - e differente - sistema di difesa antiaerea. Aveva inoltre preso pubblicamente in considerazione la possibilità di annullare l'ordine negli Stati Uniti.
L'anticipo verrà restituito?
Inoltre, non è chiaro se gli Stati Uniti rimborseranno gli anticipi già versati dalla Svizzera. Tali pagamenti potrebbero anche essere utilizzati per un altro accordo di fornitura di armi, come ad esempio l'ordine di caccia F-35. Gli anticipi in questione ammontano a circa 750 milioni di franchi svizzeri.





