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Tassa sulla salute, si ipotizza un clamoroso dietrofront

Il presidente lombardo della commissione Italia-Svizzera: «Se le altre regioni non la applicano, anche noi faremo lo stesso». Le pressioni sui ristorni.
Ti-Press
Tassa sulla salute, si ipotizza un clamoroso dietrofront
Il presidente lombardo della commissione Italia-Svizzera: «Se le altre regioni non la applicano, anche noi faremo lo stesso». Le pressioni sui ristorni.

COMO / BELLINZONA - In modo inaspettato, e in contropiede rispetto alle dichiarazioni recenti, arriva l’ipotesi di un clamoroso dietrofront lombardo per la tanto discussa tassa sulla salute, al momento ancora inapplicata.

Le parole di Zamperini - E la dichiarazione arriva in maniera chiara da Giacomo Zamperini consigliere regionale di Fratelli d’Italia e presidente della commissione regionale Italia-Svizzera, ospite ieri della trasmissione televisiva comasca 'Border'.

«È una legge dello Stato» - «Non ci sono atti concreti - spiega negli studi di ETV - ma non è tutto bloccato. Stavamo aspettando i decreti attuativi del governo per capire come fare ad applicare il contributo. La quale, lo ricordiamo, è una legge dello Stato».

«Se le altre regioni non la applicano, anche noi faremo lo stesso» - Ed ecco le parole che stanno facendo discutere: «Lo dico in modo chiaro, franco e netto: la Lombardia non è la regione dei balocchi, e se le altre regioni, come il Piemonte, troveranno il modo per non applicare questa normativa, lo stesso farà anche la Lombardia. Nessuna tassa finché non la applicheranno anche tutte le altre regioni coinvolte».

Clamoroso dietrofront - Si tratta di una prima volta: mai, da parte di esponenti lombardi, era stato anche solo ipotizzato un dietrofront. In risposta alla tassa, nelle settimane precedenti il consigliere di Stato Christian Vitta paventava l’idea di versare meno ristorni all’Italia.

«Ridurre i ristorni? Un terremoto» - Secondo Giuseppe Augurusa, sindacalista italiano e responsabile nazionale Cgil frontalieri, ospite recente di TioTalk, andare a intaccare quello strumento «significa produrre un terremoto. I ristorni finanziano il 50% della spesa corrente di 350 comuni italiani. Sono soldi usati dalle amministrazioni per finanziare prestazioni e servizi».

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