«Se toccate i ristorni provocherete un terremoto»

Giuseppe Augurusa, responsabile nazionale frontalieri Cgil, è l'ospite di TioTalk: «Segnale di tensione fra i due Stati, la politica smetta di soffiare sul fuoco».
Al centro della puntata i temi caldi fra Italia e Svizzera.
SAVOSA - «Siamo alle ripicche. Forse serve abbassare i toni e riportare le relazioni fra Svizzera e Italia nell’alveo in cui si sono sempre collocate. Tutti ne abbiamo interesse».
La nuova puntata di TioTalk - L’auspicio arriva da chi, da anni, si occupa di temi cari e importanti per chi vive a ridosso del confine fra i due Stati. Giuseppe Augurusa, responsabile nazionale frontalieri del sindacato italiano Cgil, è l’ospite della nuova puntata di TioTalk.
Gli argomenti trattati - Sul tavolo, oggi, sono tanti i temi fonte di attrito fra le due nazioni: la tragedia di Crans-Montana, il telelavoro, le “ZES” (acronimo di Zone economiche speciali) e la tassa sulla salute. In “risposta” a quest’ultimo punto, il consigliere di Stato Christian Vitta paventava l’idea di versare meno ristorni all’Italia.
«Ridurre i ristorni? Un terremoto» - Secondo Augurusa, andare a intaccare quello strumento «significa produrre un terremoto. I ristorni finanziano il 50% della spesa corrente di 350 comuni italiani. Sono soldi usati dalle amministrazioni per finanziare prestazioni e servizi».
«Dovremmo tutti abbassare i toni» - Per il sindacalista, contrario all’ipotesi, le parole del direttore del DFE sono però «un segnale, favorito da un clima di tensione piuttosto alto fra i due Stati. Forse dovremmo provare tutti ad abbassare i toni».
«Basta soffiare sul fuoco» - A questo proposito, in riferimento agli attriti (alimentati dai media) fra i due Paesi, Augurusa ha fatto notare come «spesso, la politica», stia «da un’altra parte rispetto al mondo reale. Gli italiani in Svizzera continuano a dare il proprio contributo, senza restare danneggiati da questo dibattito. Restano un asse portante dell’economia e della società Bisognerebbe, però, evitare che su entrambi i lati della frontiera i politici soffino sul fuoco».
La tassa sulla salute: a che punto siamo? - Sulla tanto discussa tassa sulla salute, al momento ancora inapplicata da parte della Lombardia, Augurusa fa il punto della situazione, ribadendo la contrarietà dei sindacati italiani e svizzeri. «Abbiamo contattato un pool di avvocati - ha precisato - nel momento in cui arrivano i decreti attuativi e il primo frontaliere la pagherà, solleveremo il profilo di incostituzionalità».
Il parere legale - A questo proposito, «sono state le organizzazioni sindacali italiane e svizzere, due anni fa, a presentare un parere legale che indicava in modo chiaro quelli che, per noi, sono gli aspetti contrari alle norme».
I tre punti - Sono sostanzialmente tre: «Si reintroduce la doppia imposizione - ha aggiunto il sindacalista italiano - si tassa quindi due volte, in due Stati differenti, lo stesso salario. E ciò non è consentito».
La violazione della Costituzione - Poi, si violerebbe l’universalità della sanità pubblica: «In Italia, l’articolo 32 della Costituzione dà diritto a un trattamento sanitario minimo in quanto cittadini. Infine, la tassa sulla salute confligge con gli obblighi internazionali: quando si fa un accordo con un altro paese, il giorno dopo non lo si può violare».
«Supereremo questa fase» - Nella puntata si è parlato anche delle Zone economiche speciali («un dibattito tutto italiano, non si faranno mai»), del telelavoro («un'occasione mancata») e degli effetti della non applicazione del decreto Omnibus. «Ottimista sulla risoluzione condivisa fra Svizzera e Italia? Anche per il lavoro che faccio, non ho scelta, devo esserlo», ha chiosato in tono ironico. «Supereremo questa fase complicata - ha poi concluso - Tutti ne hanno convenienza».



