Insulta il testimone davanti alla giudice

Scintille presso la pretura penale. Oggetto della discussione la presunta entrata illegale in Svizzera da parte dell'uomo, indagato per tentato femminicidio.
BELLINZONA - Insulta pesantemente il testimone davanti alla giudice. È accaduto nella mattinata di martedì 10 febbraio a Bellinzona. La particolarità dell'episodio sta soprattutto nel protagonista. Si tratta di un uomo già condannato in passato per atti violenti a Gravesano e che, a suo tempo, aveva anche ricevuto il divieto di entrare in Svizzera. Attualmente è imputato in Italia per tentato femminicidio.
Il pestaggio a Gravesano – L'accusato in questione aveva partecipato a un pestaggio verificatosi a Gravesano nel 2017. Dopo la sua condanna, il divieto di entrare su suolo elvetico per alcuni anni, fino a dicembre 2025. Nel frattempo, nel marzo del 2022, a Ponte Tresa Italia aveva massacrato di botte la sua compagna, residente a Lugano.
Quel pranzo a cui non poteva partecipare – Proprio un pranzo a casa della madre dell'ex compagna era l'oggetto del dibattimento svoltosi presso la Pretura penale di Bellinzona. Un pranzo svoltosi il 26 dicembre del 2021 quando l'uomo aveva ancora il divieto di entrare in Svizzera. Divieto di cui l'ex compagna e la madre erano ignare. L'accusato è dunque stato convocato per contestualizzare la presunta irregolarità.
Faccia a faccia – Poco prima un testimone aveva confermato di avere effettivamente visto l'uomo pranzare in Ticino quel giorno di fine dicembre del 2021. La situazione, già calda quando l’accusato si trovava da solo in aula, sarebbe degenerata quando le due persone si sono trovate faccia a faccia. Col condannato che avrebbe aggredito verbalmente il testimone e con la giudice a cercare di calmare le acque, ipotizzando di chiamare le forze dell'ordine.
La rabbia – «È un personaggio a cui non dovrebbe essere consentito un comportamento del genere – tuona la madre della vittima dell'uomo –. Ha quasi ucciso mia figlia. E in generale è un violento. Non stiamo parlando di una persona che ha rubato una mela. Le forze dell'ordine martedì scorso andavano chiamate eccome. E mi domando come mai il testimone, terrorizzato dopo quanto successo in aula, non sia stato scortato fino a casa».
La voce della Pretura e l'ultima replica – «Le forze dell'ordine non sono state chiamate perché in seguito i toni sono stati abbassati – spiega a tio.ch un collaboratore della Pretura penale –. Appena l'uomo è stato congedato è stato avvertito "chi di dovere" in modo che non si verificassero problemi all'esterno. Di più non possiamo dire». «Non mi risulta che le cose siano andate così», conclude basita la donna.




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