Uno svizzero è considerato il più odiato del gruppo

Giovane promessa del ciclismo svizzero, Jan Christen sta vivendo un inizio d'anno caotico. Il suo comportamento in sella alla bici ha infatti causato la frattura del bacino a un rivale.
Lilian Calmejane: «Jan Christen colleziona figuracce da quando è neoprofessionista».
BERNA - A 21 anni Jan Christen è considerato la più grande speranza del ciclismo svizzero. Lo scalatore argoviese era infatti stato ingaggiato dal team UAE di un certo Tadej Pogacar nell'agosto 2023, a conferma del suo enorme potenziale.
Dall'inizio dell'anno 2026, tuttavia, il talento rossocrociato è finito sulle prime pagine per motivi negativi. Lunedì è stato squalificato dalla Clasica Jaen per il suo sprint per la seconda posizione nella gara, che non è stato effettuato a regola d'arte.
Jan Christen, nel tentativo di prendere la ruota del britannico Tom Pidcock, ha completamente deviato dalla sua traiettoria e ha chiuso la strada al belga Maxim van Gils. Le conseguenze sono state terribili per il rivale dello svizzero: stretto contro le barriere, il corridore della Red Bull-Bora Hansgrohe è caduto pesantemente e si è fratturato il bacino.
❤️🩹 Bassin fracturé pour Maxim van Gils, disqualification pour Jan Christen - la bataille pour la 2e place à Jaén a laissé des traces hier. pic.twitter.com/kpbIuHULDS
— Eurosport France (@Eurosport_FR) February 17, 2026
Questo incidente non è il primo in cui l'elvetico è direttamente coinvolto nel corso delle ultime settimane, nonostante la stagione sia appena iniziata. All'AlUla Tour la giovane promessa aveva già fatto molto parlare di sé: nella prima tappa Christen era rientrato in gruppo dopo una caduta aggrappandosi all'auto del suo direttore sportivo. Un gesto punito con 20 secondi di penalità nella classifica generale, cosa che comunque non gli aveva impedito di conquistare la vittoria finale.
Al telefono in piena corsa
Il giovane argoviese aveva fatto parlare di sé in un'altra occasione, rialzandosi dopo una caduta e ignorando un altro concorrente a terra, sfiorandolo persino con la bici, oppure utilizzando il telefono cellulare prima ancora del passaggio sulla linea d’arrivo di una tappa. «Non conoscevo con certezza la strada per l’hotel, quindi ho dovuto controllare», si era allora giustificato.
Tutti episodi che iniziano a far storcere il naso nel gruppo e tra gli appassionati delle due ruote. «Jan Christen colleziona figuracce da quando è neoprofessionista», ha criticato l’ex ciclista professionista francese Lilian Calmejane sul suo account X. «Ancora oggi, stringe e fa cadere Van Gils… Visto il suo livello fisico, è quasi uno spreco. È ancora in tempo per imparare la lezione e cambiare».
Jan Christen enchaîne les casseroles depuis neo pro. Encore aujourd’hui il tasse et fait tomber Van Gils … Vu son niveau physique, c’est presque du gâchis. Il est encore temps d’en tirer des leçons et changer …
— Lilian Calmejane (@L_Calmejane) February 16, 2026
Sui social, gli utenti sono stati ancora più duri. «Esiste un ciclista più odiato al mondo di Jan Christen?», si è chiesto un utente individuato da RMC. «Jan Christen è sicuramente sul podio dei corridori più detestabili del gruppo, e non lo vedo al 2º o al 3º posto», ha rincarato un altro.
Lo svizzero è atteso già da mercoledì al Giro dell’Andalusia, dove farebbe meglio a mantenere un profilo basso.



