Berna fa arenare la marina di Samih Sawiris

Secondo le autorità federali che hanno analizzati il progetto, questi rappresenterebbe una «grave compromissione» di un’area protetta di importanza nazionale
BERNA - Il progetto turistico del miliardario egiziano Samih Sawiris sulle rive del lago dei Quattro Cantoni è stato bocciato dalle autorità federali. L’imprenditore intendeva trasformare l’area dell’ex fabbrica di esplosivi di Isleten, nel Canton Uri, in un complesso con porto artificiale e albergo. Ma il piano, a quanto pare, viola le norme federali di tutela del paesaggio e dei beni culturali.
Secondo l’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) e le Commissioni federali per la protezione della natura e del paesaggio e per la tutela dei monumenti, il progetto rappresenta una «grave compromissione» di un’area protetta di importanza nazionale. Per questo il governo urano, che aveva sostenuto l’iniziativa fin dall’inizio, ha dovuto ammettere che nella forma attuale «la realizzabilità di principio non è data».
Sawiris intendeva realizzare un porto turistico, con una baia artificiale per ormeggiare fino a 50 barche. Attorno ad esso erano previsti un hotel da tre o quattro stelle con 50 camere, cento appartamenti gestiti in formula alberghiera e sette bungalow, per un totale di circa 80 posti di lavoro. Per ottenere il via libera, tuttavia, Sawiris dovrebbe rinunciare al porto, ridurre sensibilmente la densità edilizia e rivedere il tracciato della strada cantonale, ad esempio con una galleria. Secondo il governo urano, modifiche così radicali toglierebbero al progetto «la base economica».
Il lago dei Quattro Cantoni è iscritto nell’Inventario federale dei paesaggi e monumenti naturali di importanza nazionale, che comprende i 162 siti più preziosi della Svizzera. Gli obiettivi di tutela prevedono la conservazione delle silhouette montane, dell’autenticità del paesaggio lacustre e alpino, dell’equilibrio tra specchio d’acqua, rive naturali e pareti rocciose, nonché delle sponde nello stato originario. Anche l’intervento sugli edifici storici dell’ex cartiera e fabbrica di esplosivi è giudicato problematico, perché ne ridurrebbe autenticità e valore.
Eccezioni sono possibili solo in presenza di un interesse nazionale preponderante, come nel caso di infrastrutture strategiche (strade, ferrovie, centrali). Secondo le autorità federali, è «difficile» dimostrare che il progetto turistico soddisfi tale criterio.
Il ministro dell’Ambiente Albert Rösti ha annunciato un sopralluogo in primavera per discutere possibili soluzioni, ma i margini giuridici appaiono ristretti.
Il progetto divide la politica locale da oltre tre anni. Governo cantonale e Comuni interessati lo hanno sostenuto, mentre due petizioni contrarie hanno raccolto 10.000 firme. Nel novembre 2024 gli elettori hanno respinto con due terzi di voti contrari l’iniziativa popolare dei Verdi «Isleten per tutti», che chiedeva di vietare nuovi porti e strutture alberghiere nell’area. Un risultato che, tuttavia, non equivale a un sì al progetto Sawiris.
Il responsabile del progetto, l’ex consigliere agli Stati Isidor Baumann, afferma che si cercheranno correttivi per ottenere una nuova valutazione federale. Resta incerto anche il futuro della proprietà: in passato altri investitori avevano manifestato interesse, ma senza successo.



