Due persone lasciate a casa di colpo: e il loro datore di lavoro tace

Non si placano le domande sulla nomina annullata dei due capi sezione del DECS. La radiografia di una vicenda bizzarra in cui lo Stato ora sembra essere il grande assente.
BELLINZONA - Ci sono due persone lasciate a casa da un giorno all’altro dal Cantone. Si chiamano Mattia Pini e Desirée Mallè. La loro responsabilità principale, a prima vista, sta nell’avere partecipato a un concorso pubblico nella primavera del 2024. Quello per la posizione di capo sezione della sezione insegnamento medio superiore. Sulla questione il DECS e la consigliera di Stato Marina Carobbio sembrano paralizzati. Rinchiusi nel silenzio.
Perché ne parliamo – “In difesa di Désirée Mallè e Mattia Pini: competenza, impegno e servizio alla scuola ticinese”. È il titolo di una lettera aperta inviata ai media ticinesi dal docente Nicola Valerio, a nome suo e di altri suoi colleghi. Una lettera che incuriosisce e che spinge tio.ch a cercare di ricostruire in maniera semplice e sintetica un’Odissea che dura da quasi due anni.
Bando di concorso aperto due volte – Pini e Mallè si erano proposti in coppia, come previsto dal bando di concorso. Con una candidatura congiunta che portava in dote un passato nel ramo dell’insegnamento superiore e terziario e della ricerca. Lo stesso concorso all’epoca venne riaperto a causa dello scarso numero di candidature.
La precisazione – E qui va fatta una prima precisazione: come dimostrano le risposte a vari atti parlamentari, la coppia aveva già partecipato al primo bando di concorso. I nomi dei due insomma erano nelle mani del DECS sin da subito. Eppure il concorso è stato ugualmente riaperto. Un dettaglio che, almeno in linea teorica, dovrebbe escludere l’ipotesi di raccomandazione sollevata in seguito da alcuni ambienti.
Il primo ricorso – Dopo il secondo bando di concorso arriva sulle scrivanie del DECS una cinquantina di candidature. Seguirà una selezione accurata e intensa. Fino alla nomina, all’inizio di luglio del 2024, proprio di Mattia Pini e Desirée Mallè. Nelle settimane successive spunta un primo ricorso contro la nomina sancita dal Consiglio di Stato. A inoltrarlo al Tribunale amministrativo cantonale (TRAM) è un vice direttore liceale che aveva partecipato al concorso. Il motivo del ricorso? Il vice direttore liceale riteneva di potere ambire a quella posizione e allo stesso tempo ha dunque considerato scorretta la sua esclusione.
Un attacco che mira più in alto? – Il diritto di ricorrere è più che legittimo. E il vice direttore in questione lo ha esercitato nei termini di legge previsti. La vicenda però in poco tempo diventa anche e soprattutto politica. E al cittadino medio la bufera venutasi a creare sembra quasi il pretesto che permette ad alcune correnti di mettere in dubbio l’operato del DECS, in particolare di alcune sue figure di riferimento. Allo stesso tempo il duo composto da Pini e Mallè continua a lavorare, ottenendo anche attestazioni di stima e di apprezzamento.
Una nomina che va giustificata meglio – A febbraio 2025 arriva la risposta del Tribunale amministrativo cantonale al ricorso del vice direttore liceale. In sintesi dice che le risposte date dal Consiglio di Stato allo stesso TRAM non giustificano sufficientemente la nomina poiché la documentazione fornita sarebbe lacunosa, poco convincente. Allo stesso Consiglio di Stato viene dunque chiesto di approfondire la questione. L’operato di Pini e Mallè nelle settimane successive viene scandagliato nei minimi dettagli. Fino a quando il Consiglio di Stato, a quanto pare convinto, decide di riconfermarli.
Un nuovo ricorso – Il caso sembra chiuso. Ma a maggio 2025 ecco un nuovo ricorso. A firmarlo è la stessa persona che aveva inoltrato il primo. Stavolta l’attenzione si sposta sui requisiti dei candidati. Il bando richiedeva una pluriennale e riconosciuta esperienza di gestione nel settore della scuola. Un aspetto che porterà il Tribunale amministrativo cantonale ad accogliere il ricorso e a ritenere la nomina illegittima.
Nomi sulla bocca di tutti – Nomina che di fatto viene annullata all’inizio di febbraio del 2026 e che attualmente sta crescendo in giudicato. Tradotto in altre parole: due persone che, stando a testimonianze raccolte da tio.ch, per un anno e mezzo avrebbero svolto il loro lavoro in modo soddisfacente, si ritrovano a casa. Di colpo. Coi loro nomi ormai sulla bocca di tutti. Accostati a questioni anche pesanti, in parte smentite dai fatti e in parte in attesa di risposte da parte di atti parlamentari ancora pendenti.
Domande in attesa di risposte – Tante, troppe le domande che restano aperte. Perché il DECS non si sta esprimendo su una nomina voluta, caldeggiata, verificata e difesa? Queste due persone da quando sono state assunte hanno lavorato bene, sì o no? E quando arriveranno le risposte agli atti parlamentari? Intanto Associazione dei docenti delle scuole medie superiori, Movimento della scuola ed ErreDiPi hanno scritto al DECS, chiedendo di aprire un nuovo concorso per il ruolo di capo o capa della sezione della sezione insegnamento medio superiore. Più o meno la stessa cosa invocano i sindacati Vpod e OCST dei docenti.




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