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Jessica Moretti scoppia a piangere e sviene

I proprietari del Le Constellation, affrontano i familiari delle vittime tra lacrime, rabbia e promesse di giustizia.
Jessica Moretti scoppia a piangere e sviene
TF1
Jessica Moretti scoppia a piangere e sviene
I proprietari del Le Constellation, affrontano i familiari delle vittime tra lacrime, rabbia e promesse di giustizia.

SION - Tensione altissima davanti al tribunale di Sion, dove si stanno svolgendo gli interrogatori sull’incendio che ha devastato un bar di Crans-Montana causando 41 vittime. Tra lacrime, accuse e persino uno svenimento, i proprietari del Le Constellation, hanno affrontato i familiari delle vittime e l’opinione pubblica.

Lo svenimento - Prima di essere interrogata, Jessica Moretti è crollata, come mostrato in un video dell'emittente francese TF1. Il video mostra Jacques Moretti che la afferra. Gli avvocati dei Moretti hanno criticato la situazione sul posto. «È stata un'aggressione, anche fisica. Non ci aspettavamo che la polizia fosse assente», ha detto uno dei legali all'agenzia di stampa italiana Ansa.

Le lacrime e la confessione - Secondo quanto riportato da Rai News, Jessica Moretti è scoppiata a piangere in aula, rilasciando dichiarazioni che potrebbero pesare sull’inchiesta. «Non sono mai state fatte prove di evacuazione, nessuno ci ha chiesto di farle», ha affermato. Smentendo di fatto quanto indicato nei documenti ufficiali ha inoltre precisato che la sera della tragedia erano in servizio due buttafuori e non uno solo.

Durante l'interrogatorio l’imprenditrice ha dichiarato: «Ci siamo impegnati a rispondere alle loro domande. Ecco perché oggi siamo passati davanti alle famiglie, perché sapevamo che c’era un incontro. Sapevamo che le famiglie volevano incontrarci. Comprendiamo la vostra rabbia, il vostro odio. Ribadisco che saremo pronti a rispondere a ogni domanda; saremo lì per voi».

Moretti ha poi spiegato le sue azioni durante l’emergenza: «Non si può combattere un incendio. La mia priorità era dare l’allarme, evacuare le persone e chiamare i pompieri il più rapidamente possibile. Io stessa sono figlia di un pompiere: è stato un riflesso incondizionato».

Gli insulti e la rabbia dei familiari - L’arrivo dei coniugi Moretti davanti all’edificio di Sion è stato segnato da momenti di forte tensione. I parenti delle vittime li hanno accolti con urla e accuse: «Assassini!», «Siete dei mostri!». Tra loro anche la famiglia di Trystan, 17 anni, una delle giovani vittime della tragedia. I familiari indossavano magliette con la foto del ragazzo. «Sono qui per mostrare a Jessica Moretti che ha distrutto delle famiglie, non ha solo ucciso delle persone», ha dichiarato Tobyas, il fratello quattordicenne di Trystan.

Quasi presi a calci - La situazione è rapidamente degenerata. La folla era inferocita e il fratello minore di Trystan avrebbe persino tentato di prendere a calci Jessica Moretti.

Un reporter di 20Minuten, presente sul posto, ha parlato di «una vera e propria ressa»: i Moretti, accompagnati soltanto da un poliziotto e dal loro avvocato, sarebbero stati spinti contro il muro dell’edificio senza riuscire a liberarsi, mentre i familiari continuavano a urlare: «Avete ucciso 40 persone. Pagherete per questo».

In quel clima di dolore e rabbia, Jacques Moretti ha risposto alle accuse: «Se dobbiamo pagare, pagheremo. Non siamo la mafia, siamo lavoratori. Ci assumeremo le nostre responsabilità, andremo fino in fondo, ve lo promettiamo, siamo qui per ottenere giustizia».

L’inchiesta prosegue per accertare eventuali responsabilità nella gestione della sicurezza del locale e nelle procedure di emergenza. Intanto, fuori dalle aule giudiziarie, resta il dolore inconsolabile di decine di famiglie che chiedono verità e giustizia per i loro figli.

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