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ZURIGO

«Non vogliamo candidati con la mentalità da certificato medico»

Polemiche per un annuncio di lavoro pubblicato da un'azienda di Zurigo. Senza giri di parole: «Niente Generazione Z».
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Fonte NZZ am Sonntag
«Non vogliamo candidati con la mentalità da certificato medico»
Polemiche per un annuncio di lavoro pubblicato da un'azienda di Zurigo. Senza giri di parole: «Niente Generazione Z».

ZURIGO - Diversi anni di esperienza, un metodo di lavoro efficiente e ottime competenze sociali: queste sono le caratteristiche ideali per i candidati a un posto offerto da un’azienda zurighese che fornisce servizi di assistenza domiciliare.

«Niente Generazione Z!» - E fin qui nulla di strano. Ma l’annuncio contiene un criterio particolare e categorico che non è passato inosservato alla stampa d’oltralpe: «Niente Generazione Z». E ancora: «Non vogliamo persone con una mentalità da certificato medico».

Con questo riferimento, l’azienda intende escludere fin dall’inizio i CV dei candidati nati dopo il 1995, una scelta che ha suscitato non poche polemiche. «Lo trovo esagerato e sbagliato», ha commentato Yaël Meier, giovane imprenditrice cofondatrice dell’agenzia di consulenza Zeam, intervistata dalla NZZ.

Sensibilità diverse - Secondo Meier, la nuova generazione ha un’etica del lavoro diversa, spesso fraintesa. «Bisogna andare incontro ai giovani e capire come suscitare il loro entusiasmo», ha aggiunto.

Dal punto di vista dei datori di lavoro, Pascal Scheiwiller, CEO di Alixio Group Svizzera, spiega che i valori e l’atteggiamento della Generazione Z nei confronti del lavoro non sono sempre ben accolti dai dirigenti più esperti. «Tre anni fa, quando il mercato del lavoro era in crisi, nessun capo poteva dirlo apertamente».

Le richieste - E ancora: «Tuttavia, molti se ne lamentavano in privato. I giovani chiedevano più di quanto offrivano e non reggevano la pressione», dice Scheiwiller.

L’azienda non ha voluto rilasciare dichiarazioni pubbliche. Dal punto di vista giuridico, in Svizzera il riferimento alla Generazione Z non costituisce un problema: le aziende possono decidere liberamente chi invitare al colloquio e chi assumere.

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