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SVIZZERA

La resistenza alla corruzione vacilla

L'arretramento è più sensibile rispetto alla media dell'Europa occidentale
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Fonte Transparency International Svizzera
La resistenza alla corruzione vacilla
L'arretramento è più sensibile rispetto alla media dell'Europa occidentale

BERNA - La Svizzera arretra nella lotta alla corruzione. Rispetto all’anno scorso, il Paese ha perso un punto nell’Indice di percezione della corruzione (CPI) ed è sceso dal quinto al sesto posto nella classifica mondiale. Il calo da 81 a 80 punti può sembrare marginale, ma, inserito in una prospettiva di lungo periodo, racconta - come spiegato oggi da Transparency International Svizzera - che dal 2015 la Svizzera ha progressivamente perso sei punti.

Il calo, sottolinea l'organizzazione, richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare le misure anticorruzione a livello federale, cantonale e comunale, così come nel settore privato. Inoltre, il CPI, che misura la percezione della corruzione nel settore pubblico, è strettamente correlato alla qualità della democrazia. Tuttavia, va ricordato che l’indice non include ambiti particolarmente sensibili per la Svizzera, come la corruzione transnazionale e il riciclaggio di denaro.

Un campanello d’allarme - Con 80 punti su 100, la Svizzera condivide oggi il sesto posto con la Svezia, su un totale di 182 Paesi analizzati. In dieci anni la Svizzera ha perso sei punti, mentre il calo medio nell’Europa occidentale è di due punti. Questa dinamica suggerisce un aumento complessivo del rischio di corruzione nel settore pubblico, tanto più rilevante se si considera che il CPI non riflette fenomeni critici per il contesto svizzero, come il riciclaggio di denaro e la corruzione oltreconfine. L’indice si concentra infatti sulla percezione della corruzione a livello nazionale, valutando, ad esempio, la vulnerabilità dell’amministrazione pubblica a tangenti, favoritismi e nepotismo.

Secondo Urs Thalmann, direttore di Transparency International Svizzera, i segnali sono chiari: «Negli ultimi dieci anni, la percentuale di persone appartenenti agli ambienti economici svizzeri che considerano la corruzione dei funzionari pubblici una pratica comune è aumentata notevolmente, mentre un altro studio sottolinea un notevole indebolimento delle istituzioni che lottano contro la corruzione». Thalmann sottolinea inoltre il legame tra integrità e democrazia: rafforzare la lotta alla corruzione significa rafforzare la democrazia.

Strategia federale: uno strumento utile, ma incompleto - La nuova strategia anticorruzione del Consiglio federale rappresenta un pilastro importante per prevenire la corruzione all’interno dell’amministrazione federale. Tuttavia, secondo Transparency International Svizzera restano scoperte aree cruciali. Mancano, ad esempio, misure per promuovere la trasparenza del lobbying a livello federale e obiettivi chiari sui periodi di “raffreddamento” per il passaggio di alti funzionari dal settore pubblico a quello privato.

A ciò si aggiunge l’assenza di una vera e propria autorità anticorruzione: al suo posto opera un gruppo di lavoro interdipartimentale, però privo di poteri sufficienti per garantire l’attuazione effettiva della strategia.

Cantoni e comuni: il grande vuoto - Il quadro si fa ancora più fragile a livello cantonale e comunale. In questi ambiti mancano quasi del tutto strategie strutturate di lotta alla corruzione, nonostante i cantoni rappresentino il 43% della spesa pubblica svizzera e i comuni il 24%. Il potenziale di rischio, soprattutto in termini di nepotismo e conflitti di interesse, è quindi elevato.

Secondo Transparency International Svizzera, è indispensabile sviluppare strategie specifiche anche a questi livelli istituzionali, con l’obiettivo di individuare e ridurre i rischi tramite misure preventive efficaci.

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