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SVIZZERA

Il franco si rafforza ancora, è ai massimi di sempre sull'euro

La moneta europea è stata scambiata a 0,9124 franchi, il livello più basso di sempre, se si esclude la giornata del 15 gennaio 2015, giorno in cui la BNS abolì la soglia minima di 1,20.
Foto Deposit
Fonte ats
Il franco si rafforza ancora, è ai massimi di sempre sull'euro
La moneta europea è stata scambiata a 0,9124 franchi, il livello più basso di sempre, se si esclude la giornata del 15 gennaio 2015, giorno in cui la BNS abolì la soglia minima di 1,20.

ZURIGO - Non si arresta la tendenza al rafforzamento del franco, sia nei confronti del dollaro che dell'euro: nella notte la moneta elvetica ha raggiunto un nuovo massimo sulla valuta europea. L'euro è stato scambiato a 0,9124 franchi, il livello più basso di sempre, se si esclude la giornata del 15 gennaio 2015, giorno in cui la Banca nazionale svizzera (BNS) abolì la soglia minima di 1,20 fino ad allora fissata in modo unilaterale, scatenando una tempesta sui mercati dei cambi: quel giorno l'euro precipitò a tratti sino a 0,8423 franchi (un valore che peraltro non tutti considerano come effettivo: in alcuni momenti non fu più nemmeno possibile determinare il corso).

Alle 08.15 il corso dell'euro si era solo lievemente ripreso: la divisa passava di mano a 0,9135. Ma anche nei confronti del dollaro il franco sale: ieri il corso è sceso sotto 0,77, avvicinandosi al minimo pluriennale di 0,7605. Oggi alle 08.15 il biglietto verde era scambiato a 0,7673. Alla luce del persistente rafforzamento del franco la Banca nazionale svizzera (BNS) è sempre più al centro dell'attenzione degli operatori. Secondo un analista di Valiant l'istituto potrebbe intervenire: ma a causa della sorveglianza da parte del Dipartimento del tesoro americano dovrebbe ricorrere a tali strumenti di politica monetaria con molta cautela. Gli esperti continuano peraltro a ritenere poco probabile l'introduzione di tassi di interesse negativi. Attualmente il tasso guida della BNS è allo 0,0%.

Gli osservatori sottolineano anche che ulteriori dati economici deboli negli Stati Uniti potrebbero aumentare ulteriormente la pressione al ribasso sul dollaro: un indebolimento del mercato del lavoro è considerato possibile e potrebbe pesare ulteriormente sul biglietto verde.


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