«Siete vergognosi, complici di assassini»: dopo la querela ecco le scuse

Il giornalista italiano Mimmo Cugini fa marcia indietro dopo il commento su Facebook e chiede scusa agli svizzeri e al consigliere nazionale Giorgio Fonio: «Ho sbagliato toni e modi».
Il giornalista italiano Mimmo Cugini fa marcia indietro dopo il commento su Facebook e chiede scusa agli svizzeri e al consigliere nazionale Giorgio Fonio: «Ho sbagliato toni e modi».
BELLINZONA - Mimmo Cugini si scusa con Giorgio Fonio e con i cittadini svizzeri. Con una lettera inviata alle redazioni, il giornalista italiano della Gazzetta dello Sport e di Panorama ha fatto un passo indietro dopo la querela presentata dal consigliere nazionale ticinese in seguito a un commento pubblicato sui social.
I fatti - Il 28 gennaio, sotto un post di Facebook di Fonio, che faceva riferimento alla sua partecipazione a un dibattito della RSI legato all’escalation diplomatica tra Svizzera e Italia dopo la tragedia di Crans-Montana, Cugini aveva scritto: «Siete vergognosi, complici di assassini».
La querela - In merito alla querela presentata, l’avvocato Rupen Nacaroglu, legale del consigliere nazionale del Centro, aveva precisato lunedì 2 febbraio che «il confronto pubblico può essere fermo, ma deve restare rispettoso e conforme alla legge. Attribuire a una persona una complicità in gravi fatti criminali supera ogni limite del legittimo dibattito e rende necessario l’intervento delle autorità giudiziarie competenti».
Le scuse - Nella lettera di scuse, il giornalista riconosce invece l’errore: «Vi scrivo per scusarmi con il diretto interessato e con tutti i cittadini svizzeri che si sono sentiti toccati dalle mie affermazioni».
«Ammetto di aver sbagliato nell’uso dei toni e dei modi e senza cercare giustificazioni voglio solo spiegare che la mia reazione è dovuta al fatto che la vicenda mi ha toccato personalmente e ho quindi espresso in maniera esagerata il mio dolore».
E ancora: «Nessun pregiudizio nei confronti della magistratura svizzera, né risentimenti personali verso Giorgio Fonio».





