WhatsApp sta davvero per diventare un servizio a pagamento? Ecco cosa devi sapere

Secondo alcune indiscrezioni la popolare app di messaggistica sta valutando l'introduzione della pubblicità. Dove (e come) non è ancora chiarissimo.
Secondo alcune indiscrezioni la popolare app di messaggistica sta valutando l'introduzione della pubblicità. Dove (e come) non è ancora chiarissimo.
ZURIGO - Negli ultimi giorni stanno circolando online voci secondo cui la popolare app di messaggistica WhatsApp potrebbe presto costare circa 4 euro al mese (pari a circa 3,65 franchi svizzeri) per continuare a usarla senza pubblicità. Secondo alcune affermazioni, questo segnerebbe addirittura la fine del servizio gratuito.
Il portale austriaco di fact-checking Mimikama.at ha però analizzato queste indiscrezioni, chiarendo che si tratta di una rappresentazione eccessivamente allarmistica. Al momento, infatti, non è previsto un modello a pagamento obbligatorio per utilizzare WhatsApp.
In realtà, si parla di una funzionalità aggiuntiva e facoltativa, il cui prezzo non è ancora stato confermato ufficialmente. Come riporta Mimikama.at, nell’attuale versione beta di WhatsApp per Android (versione 2.26.3.9) è comparsa una nuova voce di menu che indica un costo di circa 4 euro.
Tuttavia, questo importo potrebbe cambiare prima del lancio ufficiale e variare in base al Paese o alle impostazioni dell’account.
Anche il noto portale di leak WABetaInfo ha pubblicato alcuni screenshot di una versione di prova di WhatsApp per Android. Le immagini mostrano quella che dovrebbe essere l’interfaccia del futuro modello a pagamento, suggerendo l’introduzione di un abbonamento che permetterà di visualizzare stati e canali senza pubblicità.
È importante sottolineare che chat private, gruppi e chiamate dovrebbero rimanere gratuiti e privi di annunci pubblicitari. L’eventuale abbonamento riguarderebbe esclusivamente la sezione “Aggiornamenti”.
Resta inoltre da capire se e in che misura questa novità interesserà anche la Svizzera. Il contesto è legato alla normativa dell’Unione Europea, che impone alle grandi piattaforme digitali di offrire agli utenti una scelta tra pubblicità personalizzata e un modello a pagamento senza annunci. Soluzioni simili sono già state introdotte da piattaforme come Facebook e Instagram.




