Gli svizzeri non cambiano l'auto, le vendite di vetture nuove sono ancora in calo

Rispetto a dicembre le vendite sono crollate del 48%, ovvero di quasi la metà.
BERNA - Il 2026 comincia laddove il 2025 era finito, cioè mostrando la scarsa propensione degli svizzeri a comprare un'auto nuova: in gennaio sono entrate in circolazione 14'000 vetture fresche di fabbrica, il 5,1% in meno dello stesso periodo dell'anno scorso, peraltro già negativo, secondo l'associazione degli importatori Auto-Svizzera, che cura le statistiche sul tema. Si tratta del peggior mese di questo secolo, sottolinea l'organizzazione.
Rispetto a dicembre le vendite sono crollate del 48%, ovvero di quasi la metà. La contrazione di gennaio rispetto alla fine dell'anno prima è qualcosa di normale, "ma l'eccessiva regolamentazione delle emissioni di CO2 accentua notevolmente questa distorsione del mercato", si legge in un comunicato. Per quanto riguarda i veicoli elettrici a batteria (BEV) la diminuzione mese su mese è stata addirittura del 66%.
Secondo Auto-Svizzera a dicembre i concessionari e i garagisti hanno fatto tutto il possibile per evitare o ridurre al minimo le sanzioni relative alle emissioni e ciò ha provocato effetti innaturali sulle vendite. I dati di gennaio sono quindi significativi solo in misura limitata per il resto dell'anno, ma il calo del 5% "evidenzia la necessità urgente di adeguare la normativa quadro sulle emissioni di CO2".
"Alla luce di questi dati, il Consiglio federale e il parlamento sono chiamati più che mai ad adeguare rapidamente il quadro normativo in materia di CO2 e ad allineare finalmente la politica climatica e dei trasporti alla realtà del mercato, al fine di evitare ulteriori danni all'industria automobilistica, alle piccole e medie imprese, come pure alle famiglie", argomenta il presidente dell'associazione Peter Grünenfelder, citato nella nota. "In caso contrario l'invecchiamento del parco veicoli elvetico continuerà senza sosta e gli obiettivi di politica climatica diventeranno un'utopia insostenibile ed economicamente molto dannosa".
Andando nel dettaglio, nel primo mese dell'anno le propulsioni alternative sono arrivate a una quota di mercato del 73% (66% nel gennaio 2025), con in primo piano l'ibrido normale (40%, in aumento dal 37% di un anno prima) e l'elettrico (21%, in lieve progressione dal 20%), davanti all'ibrido plug-in (12%, in aumento dal 9%). La vettura a benzina è al 21% (era al 26%) e il diesel al 6% (era all'8%).
In cifre assolute hanno lasciato i concessionari 5600 ibride (+1%), 3000 veicoli a benzina (-22%), 2900 elettriche (dato invariato), 1700 ibride plug-in (+26%) e 900 mezzi diesel (-29%). Stabile al 51% è la quota di 4x4.
Con un occhio alla concorrenza, come sempre interessante è stilare una classifica dei singoli marchi: primeggia BMW (1400 vetture vendute in gennaio), davanti a Volkswagen (1300), Skoda (1300), Mercedes (1100), Toyota (1000) e Audi (900).
Sul fronte opposto può essere considerato significativo il dato di Tesla: sono state vendute solo 83 vetture del costruttore statunitense, con una flessione del 65% su base annua.



