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SVIZZERA

Serve un'economia affidabile e diversificata

Economiesuisse indica le priorità per il 2026: più accordi commerciali, meno debito e burocrazia.
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Fonte Ats
Serve un'economia affidabile e diversificata
Economiesuisse indica le priorità per il 2026: più accordi commerciali, meno debito e burocrazia.

BERNA - Accordi commerciali diversificati, meno debito pubblico e meno oneri amministrativi: economiesuisse ha fissato oggi le sue priorità per difendere la piazza economica svizzera nel 2026, in un contesto di tensioni geopolitiche ed economiche mondiali.

Le persistenti tensioni internazionali pesano sull'economia nazionale, afferma economiesuisse in un comunicato. Il Paese ha quindi bisogno di una "politica economica affidabile che punti su un'ampia diversificazione delle relazioni commerciali e su condizioni quadro attraenti". L'accordo con gli Stati Uniti, quello con il Mercosur e il pacchetto con l'Ue sono importanti e non devono essere messi l'uno contro l'altro.

«Sia l'accordo commerciale con gli Stati Uniti che gli Accordi bilaterali III sono importanti affinché la Svizzera possa mantenere la sua capacità di agire sul piano economico», ha detto Christoph Mäder, Presidente dell'associazione, secondo la versione scritta del suo discorso fatto oggi ai media a Berna.

In generale, è l'apertura ai mercati a essere considerata importante. Anche per questo, economiesuisse mette in guardia da iniziative come "No a una Svizzera da 10 milioni", che chiede di introdurre un limite massimo rigido alla popolazione. Già oggi - viene messo in evidenza - in molti settori dell'economia e dei servizi pubblici si registra una carenza di manodopera. Sarebbe quindi un errore sbarrare l'accesso alla manodopera estera.

Controllo del debito pubblico - Anche il controllo del debito pubblico in Svizzera è una priorità di economiesuisse. Quest'ultima sostiene «nella sua totalità» il programma di alleggerimento del bilancio 2027 della Confederazione.

Sempre in quest'ottica, l'organizzazione respinge con fermezza l'iniziativa per un fondo per il clima, in votazione l'8 marzo. L'approvazione del testo comporterebbe infatti «un massiccio aumento della spesa pubblica, a scapito dei contribuenti e della stabilità finanziaria del Paese». «Si tratta di un'altra iniziativa che pretende qualcosa dallo Stato senza specificare chi pagherà il conto», ha detto Monika Rühl, Presidente della direzione.

L'indebitamento però non è l'unico grattacapo: a preoccupare economiesuisse c'è anche il peso di una crescente regolamentazione. «Se le autorità rendessero i propri processi più efficienti e digitali, ogni anno si potrebbero evitare 30 miliardi di franchi di costi burocratici», viene messo in evidenza. Come esempio dei processi paralizzanti vengono citate le lunghe procedure di concessione delle licenze edilizie.

Sì all'imposizione individuale - Infine, l'associazione sottolinea anche l'importanza di una piazza attrattiva dal punto di vista fiscale: «Con la proposta di voto sull'introduzione dell'imposizione individuale, la Svizzera ha l'opportunità di rendere il sistema fiscale più attrattivo per le persone fisiche». Secondo economiesuisse, l'attuale imposizione dei coniugi fa sì che alcune coppie sposate con doppio reddito paghino di più rispetto alle coppie non sposate con redditi comparabili. Una situazione che colpisce circa 670’000 coppie sposate.

Il sistema attuale nasconde poi un altro effetto collaterale: riduce gli incentivi al lavoro per chi consegue un secondo reddito, nella maggior parte dei casi le donne. Un sistema individuale risolverebbe questi problemi, conclude l'associazione.

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