Fa sparire 3 milioni di franchi e si compra i Rolex e la Ferrari

Un agente ha sottratto del denaro ai danni di grandi compagnie e privati per quasi dieci anni.
LOSANNA - Il processo a carico di un agente d’affari di Losanna, inizialmente previsto su quattro giorni, si è concluso in meno di due ore grazie a un accordo tra le parti sulla pena e sui risarcimenti. L’imputato, uno svizzero di 44 anni, era chiamato a rispondere davanti al Tribunale dell’accusa di truffa professionale, frode assicurativa e falsificazione di documenti. Tra il 2010 e il 2019 avrebbe sottratto oltre 2,9 milioni di franchi a numerose agenzie immobiliari, compagnie assicurative e privati cittadini.
Presentandosi come un agente abilitato specializzato nel recupero di affitti non pagati e nella gestione di situazioni delicate, l’uomo ha sfruttato la fiducia accordatagli da clienti e debitori. Approfittando della vulnerabilità di inquilini minacciati di sfratto o di persone sopraffatte da procedure complesse, avrebbe esercitato forti pressioni attraverso atti infondati, minacce di denunce penali e comunicazioni volutamente oscure, con l’obiettivo di incassare somme superiori a quelle effettivamente dovute. Parte del denaro veniva restituita ai clienti, mentre il resto veniva trattenuto. In almeno un caso, una persona è stata sfrattata nonostante avesse pagato acconti mai trasmessi all’amministrazione.
Tra le vittime figurano importanti assicurazioni come AXA, Zurich, SwissLife e la Vaudoise, ma secondo l’accusa i danni maggiori sarebbero ricaduti su centinaia, se non migliaia, di persone con scarse risorse, escluse dalla procedura e duramente colpite dalle conseguenze delle azioni dell’imputato. Il procuratore ha sottolineato l’impatto devastante di questi comportamenti sulla vita dei danneggiati.
Il denaro sottratto ha finanziato uno stile di vita lussuoso, fatto di Ferrari e orologi di pregio come Rolex e Chopard, tutti sequestrati nel corso dell’indagine e destinati, dopo la vendita, al risarcimento delle parti civili. Nonostante inizialmente fosse prevista una richiesta di cinque anni di carcere, il Ministero pubblico ha accettato l’accordo, tenendo conto della situazione personale dell’imputato, che ha dichiarato di aver perso famiglia, carriera e reputazione. L’uomo ha ammesso integralmente i fatti e si è detto pentito. La pena concordata è di tre anni di detenzione, di cui uno effettivo. La sentenza sarà comunicata per iscritto.




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