Stipendi dei dipendenti federali: la riforma farà aumentare la spesa pubblica

Mentre la Confederazione punta a stipendi più vicini al settore privato, la transizione verso il nuovo metodo comporterà (almeno inizialmente) costi aggiuntivi per milioni di franchi.
Mentre la Confederazione punta a stipendi più vicini al settore privato, la transizione verso il nuovo metodo comporterà (almeno inizialmente) costi aggiuntivi per milioni di franchi.
ZURIGO - Gli stipendi dei funzionari federali tornano al centro delle polemiche. E proprio mentre la Confederazione si prepara a introdurre un modello salariale più allineato al settore privato, la fase di transizione rischia di far aumentare temporaneamente la spesa pubblica di diversi milioni di franchi. In altre parole, retribuzioni già oggi superiori in media dell’11,6% rispetto a quelle del settore privato - secondo uno studio IWP del 2022 - potrebbero crescere ulteriormente proprio a causa del passaggio al nuovo sistema salariale.
La riforma del 2027 - Di fronte alle critiche, nel maggio 2025 il Consiglio federale ha presentato un nuovo modello salariale, la cui entrata in vigore è prevista per il 2027. L’obiettivo dichiarato è rendere il sistema più vicino alle dinamiche del mercato.
Attualmente, infatti, uno dei motivi principali dell’elevato livello salariale nella Confederazione è il meccanismo di progressione automatica, si legge nell'analisi svolta dai quotidiani Tamedia. Con il sistema attuale, chi non ha ancora raggiunto il tetto della propria classe di stipendio beneficia quasi ogni anno di aumenti. In presenza di buone prestazioni, l’incremento varia dall’1,5 al 2,5%; per valutazioni molto buone può salire al 3 o addirittura al 4%. Di fatto, la progressione salariale riguarda la stragrande maggioranza dell’organico: secondo il rapporto annuale sul personale, nel 2024 ben il 96,7% dei dipendenti federali ha ottenuto un giudizio “buono” o “molto buono”.
Sulla carta, la riforma dovrebbe frenare la dinamica dei salari nel lungo periodo: saranno sensibilmente ridotti e solo in caso di prestazioni eccezionali sarà possibile raggiungere il massimo della propria classe. La fase di transizione, tuttavia, si annuncia costosa. Secondo le informazioni raccolte da Tamedia, in alcune unità amministrative si è calcolato che nel primo anno di applicazione vari dipendenti potrebbero ritrovarsi con aumenti improvvisi di diverse migliaia di franchi.
Più soldi all’inizio della carriera - Il motivo è legato soprattutto agli stipendi d’entrata. Finora la Confederazione poteva assumere personale con salari iniziali relativamente contenuti, facendo leva sulla prospettiva di rapidi aumenti automatici negli anni successivi. Con il nuovo sistema, questa progressione sarà più lenta e meno garantita.
Per restare attrattiva, soprattutto nei confronti dei giovani professionisti, l’amministrazione federale intende quindi alzare le retribuzioni di partenza. Una scelta che comporta un onere immediato per il bilancio.
Interpellato, l’Ufficio federale del personale (UFP) conferma l’impatto finanziario negativo nella fase iniziale. Il portavoce Anand Japtap parla di una prima stima pari a 10 milioni di franchi di costi aggiuntivi netti nel 2027 per l’insieme dell’amministrazione federale. Cifre ancora provvisorie, ma che a Berna molti ritengono destinate ad aumentare durante la definizione dettagliata dei budget.
Risparmi solo a medio termine - Nel medio periodo, tuttavia, il nuovo modello dovrebbe generare risparmi. Siccome sarà più difficile raggiungere il tetto salariale, la curva di crescita delle retribuzioni si appiattirà. Secondo l’UFP, questo potrebbe tradursi in un potenziale di risparmio di circa 35 milioni di franchi. Ma tali effetti si potranno riscontrare solo sul lungo termine.
Nel frattempo, la pressione politica resta alta. Nel 2024 lo stipendio medio di un dipendente federale ha superato per la prima volta i 130'000 franchi annui, pari - su 13 mensilità - a circa 10'000 franchi al mese. Con l’introduzione del nuovo sistema nel 2027, questa soglia potrebbe essere superata ancora.
La riforma, pensata per contenere i costi, rischia così di alimentare ulteriormente le critiche almeno nel breve periodo: un paradosso che il governo dovrà saper spiegare, mentre il dibattito sul ruolo e sui privilegi dello Stato continua ad accendersi.




