Lo scontro Italia-Svizzera infiamma Matrioska: e Giletti tira fuori i «porno di Savoia»

In onda le polemiche sui risarcimenti e sulla gestione della procura vallesana, accuse sul modo di fare informazione e il desiderio di giustizia per Crans-Montana.
È andata in scena sotto il titolo esplicito “Lo scontro Italia-Svizzera” la puntata odierna di Matrioska, su Teleticino. Ospite: Massimo Giletti, lì per discutere del racconto mediatico italiano della tragedia di Crans-Montana.
Giletti parte all’attacco. Critica innanzitutto il montaggio degli spezzoni trasmessi in apertura, giudicato travisante, poi chiarisce la propria posizione: «La Svizzera la rispetto, ci ho vissuto a lungo. Ma 200 mila franchi sono una vergogna», riferendosi alla cifra stanziata dal Canton Vallese alle vittime.
«I porno di Savoia» - Nel mirino del giornalista finisce anche Sergio Savoia, assente in studio ma presente attraverso un frammento video in cui ironizza su presunti rapporti tra Giletti e le banche svizzere. La replica è durissima: «Si preoccupi piuttosto di come usava i computer in RSI». Il riferimento è a una vicenda vecchia di oltre 20 anni in cui venne accusato di aver visitato siti pornografici sui computer dell'azienda. «Dite a Savoia - prosegue Giletti - che da anni vivo sotto scorta perché combatto la mafia. Non ironizzi sul fatto che io possa aver portato i miei soldi in Svizzera, faccia ironia sul suo passato personale». In studio arriva subito la puntualizzazione: Savoia fu assolto e la televisione dovette versargli un indennizzo.
L'incompresione sui 200 mila franchi - Giletti torna quindi al cuore della sua indignazione: i 200 mila franchi destinati a famiglia (per un totale di 10 milioni), la tardiva carcerazione di Moretti e la successiva scarcerazione su cauzione. Gli viene però spiegato che quella cifra «non è un risarcimento», bensì un sostegno immediato. Un punto sul quale, nonostante le tensioni, il dibattito trova una prima convergenza: quasi tutti concordano che la concessione della libertà su cauzione a Moretti sia stata eccessivamente generosa.
Le accuse di lassismo - A dar voce alla rabbia delle famiglie è Hoara Borselli, editorialista de Il Giornale: «Non solo pretendono risposte, ma pretendono giustizia. C’è un lassismo che non è sopportabile. Esiste una responsabilità per l’assenza di controlli?».
Gianini: «Tutti vogliamo risposte e giustizia» - Dalla parte svizzera interviene Simone Gianini, consigliere nazionale PLR: «Anche noi vogliamo risposte e giustizia, siamo indignati. Ma con un atteggiamento aizzatore ci si allontana dalla giustizia». Poi precisa: «I 10 milioni di franchi non sono un risarcimento né una proposta di liquidazione. L’uso strumentale di quella cifra è improprio». E sull’inchiesta aggiunge: «Siamo stati i primi a criticare la procura vallesana, probabilmente sopraffatta dagli eventi: dalla mancata carcerazione alle perquisizioni non effettuate».
È a questo punto che Giletti rilancia: «Voi in Svizzera avete un grosso problema», attaccando il sistema di nomina dei magistrati. «I procuratori sono di nomina politica. È un aspetto che mi inquieta». Poi l’affondo ironico: «La procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, dice che stanno lavorando su tutte le piste. Ma quali, quelle di sci?». Subito dopo, la precisazione: «Nessuno attacca la Svizzera, ma il sistema di Crans-Montana».
L'attacco al giornalismo spettacolo - Il clima si surriscalda ulteriormente con l’intervento dell’avvocato Renzo Galfetti: «Non siamo abituati al giornalismo spettacolo né a parlarci addosso. Ci avete definiti riciclatori, mafiosi, meschini, complici di assassini. Così non si può ragionare. O si fa spettacolo o si fa giornalismo».
Nel finale, arriva una parziale autocritica di Giletti: «Forse ho esagerato. Vogliamo solo che si faccia chiarezza. Quando ho detto che mi vergognerei se fossi svizzero, avrei detto la stessa cosa se fosse successo in Italia».
Su un punto, almeno, tutti concordano: la necessità di fare piena luce su quanto accaduto e di rendere giustizia alle vittime. Restano invece profonde le divisioni sui toni e sui modi con cui raccontare una tragedia che brucia su entrambe le sponde del confine.



