«Non avrei accettato il ruolo di presidente»

Brenno Canevascini sull'attesa Assemblea di domenica: «Mi auguro che si getti luce positiva e chiarezza sul futuro immediato e sul medio-lungo termine»
Brenno Canevascini sull'attesa Assemblea di domenica: «Mi auguro che si getti luce positiva e chiarezza sul futuro immediato e sul medio-lungo termine»
AMBRÌ - Domenica 8 febbraio 2026. Una data storica per l'Hockey Club Ambrì-Piotta. Sarà il giorno in cui sul ponte di comando si accomoderà qualcun altro dopo 17 lunghi anni di presidenza targati Filippo Lombardi. Chi sarà il nuovo numero 1 della società leventinese? Sono tre i nomi che circolano con maggior insistenza: Davide Mottis (che in tanti indicano come il favorito), Michele Bertini e Rocco Cattaneo.
«Sicuramente il presidente, non me ne vogliano i confederati, deve essere ticinese - ci ha detto l'Avvocato Brenno Canevascini - È proprio una questione di identificazione con il territorio: la presidenza ticinese per un club come l'Ambrì è imprescindibile. Chi sarà non lo so, in questi giorni ho cercato di sondare un po’ il terreno ma nessuno si sbottona. Diciamo che un sospetto ce l’ho, ma oggi non voglio esprimerlo. Da tifoso mi auguro che esca un’assemblea costruttiva, che getti luce positiva e chiarezza sul futuro immediato e sul medio-lungo termine e che vada un po’ ad attutire tutti i malumori e le perplessità che si sono verificate dall'8 ottobre in avanti».
Nessuno le ha chiesto di fare il presidente?
«Nel 2009 sì mi era stato chiesto, mentre a questo giro no. Sono vicino al 66esimo compleanno e sto diminuendo sempre più gli impegni per dedicare più tempo a me stesso e a mia moglie. In vita mia ho sacrificato molto del mio tempo libero... Seppur onorato, la risposta a un'eventuale proposta sarebbe quindi stata negativa. Sebbene quando Filippo Lombardi ha rassegnato le dimissioni molti amici mi abbiano detto "Vai tu"».
Come sarà impostata l'Assemblea di domenica?
«L'assemblea eleggerà i membri del Consiglio d'amministrazione, il quale poi - al suo interno - designerà poi il presidente. Presumo, comunque, che sarà qualcosa di già preparato in quanto reputo sia corretto fare chiarezza, anche per una questione di pianificazione. Ad ogni modo, non necessariamente domenica uscirà il nome del presidente, anche se non credo che questo sarà il caso».
Ci sarà, come ipotizzato, una nuova impronta svizzero-tedesca?
«Sì, dovrà esserci, perché comunque una parte importante a livello economico e di pubblico viene da oltre Gottardo. Trovo dunque utile e opportuno che una fetta del CdA sia composta da qualcuno che proviene da nord delle Alpi. Il grande quesito è capire da quanti membri sarà formato il Consiglio d'amministrazione: lo statuto dice da cinque a nove. Come me lo immagino? Una volta chiarito se Frigerio, Sormani e Albisetti resteranno, entrerà quello che sarà il nuovo presidente e poi ipotizzerei l'ingresso di due svizzero-tedeschi...».
Qual è la componente umana che più mancherà di Filippo Lombardi?
«Direi l'estroversione. A volte forse eccede e, proprio per questo, negli ultimi anni si è tirato addosso qualche malumore, ma ciò non toglie che resta un grande comunicatore con i suoi pregi e i suoi difetti. Il tempo che ha dedicato all'Ambrì è tantissimo e questo tutti i tifosi devono riconoscerglielo assieme ad intelligenza e tenacia. Merita rispetto e riconoscenza a vita».
Se fosse stato il ds dell'Ambrì, avrebbe mandato via Landry e Matte?
«Le cose bisogna analizzarle dal suo interno per poter dare un giudizio esaustivo. Nello sport non sempre contano solo i risultati: ci sono altri mille fattori che entrano in gioco, come gli eventuali malumori nello spogliatoio. Sarebbe importante capire se la decisione di cambiare subito sia stata presa perché con Landry e Matte non funzionavano più le cose o perché la società punta su Tapola anche per il futuro. Nel corso della conferenza stampa Lars Weibel aveva detto che verosimilmente avrebbero puntato su un allenatore svizzero che sapesse lavorare con i giovani. Sarà interessante scoprire se uno del calibro di Tapola sarà disposto a seguire questa filosofia. In caso contrario verrà ringraziato e si prenderà qualcun altro...».




