Cassis: «Lavrov potrebbe venire a Lugano»

Mosca e Kiev si sarebbero dette disponibili a discutere le proposte avanzate dall'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, di cui il cosigliere federale è presidente
LUGANO/VIENNA - Il presidente dell'OSCE, il consigliere federale Ignazio Cassis, fresco di due importanti visite diplomatiche in Ucraina e in Russia, ha colto i «punti di vista divergenti» tra Kiev e Mosca. Nonostante il «profondo clima di sfiducia» tra le due Nazioni in conflitto, l'organizzazione intende offrirsi quale «piattaforma di dialogo».
Entrambe le parti si sono dette disponibili a discutere le proposte avanzate dall'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), ha dichiarato oggi Cassis in conferenza stampa a Vienna. Di rientro da Mosca, il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha ribadito che la tappa in Russia aveva soprattutto una valenza simbolica. L'ultima visita nella Federazione Russa da parte del ministro ticinese risale al 2019.
«Il fatto che entrambe le parti ci abbiano dedicato così tanto tempo è un segnale positivo», ha sottolineato il malcantonese. il consigliere federale non ha potuto tuttavia confermare se un intervento dell’OSCE in caso di cessate il fuoco in Ucraina sia effettivamente desiderato.
Negli scorsi giorni Cassis si è intrattenuto diverse ore con il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov, dopo aver incontrato lunedì il suo omologo ucraino Andrij Sybiha e il presidente Volodymyr Zelensky.
Negli ultimi anni, ha proseguito il ticinese, non c'è stato un vero dialogo tra Kiev e il Cremlino, ma soltanto monologhi. In qualità di ministro degli esteri della Svizzera, che quest'anno detiene la presidenza dell'OSCE, ha sottolineato che l'obiettivo è ora riaprire il confronto e ridurre la sfiducia reciproca.
Cassis ha tuttavia ribadito più volte che spetta alla Federazione Russa e all'Ucraina, entrambi Stati membri dell'organizzazione, decidere se avvalersi o meno di questa piattaforma. Solo attraverso il dialogo, ha concluso, sarà possibile ricostruire la fiducia e tornare a parlare di sicurezza.
Lavrov a Lugano? - Cassis ha inoltre indicato che la Russia si è detta pronta a partecipare alla conferenza annuale dell'OSCE, che si terrà a Lugano a dicembre. Il ministro degli esteri russo Lavrov potrebbe quindi recarsi in Ticino, ma a condizione che la Confederazione sia in grado di garantire tutti gli aspetti logistici e di sicurezza.
«Abbiamo discusso anche della partecipazione della Russia al prossimo vertice ministeriale dell'OSCE», ha detto Cassis. «Sono pronti a partecipare alle nostre discussioni se la logistica e la sicurezza saranno garantite, e io ho detto che la Svizzera può farlo. Possiamo fornire le garanzie necessarie per il viaggio del ministro Lavrov alla conferenza ministeriale di Lugano a fine anno», ha detto il malcantonese.
Momento cruciale per la pace - «I negoziati in corso ad Abu Dhabi sono entrati nel rush finale e l'OSCE deve essere pronta a rendersi utile», ha poi affermato Cassis, sottolineando che l'organizzazione è «pronta a sostenere un'eventuale intesa tra Russia e Ucraina».
«Siamo andati a Mosca con l'idea di essere utili al processo di soluzione in corso e di preparare l'OSCE a svolgere un ruolo nella fase finale delle discussioni, così come in eventuali missioni di monitoraggio e verifica in caso di cessate il fuoco», ha spiegato il capo del DFAE.
«È un momento cruciale ed è importante che gli Stati partecipanti decidano se e come utilizzare la nostra organizzazione», ha concluso Cassis.



