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VALLESE

Quella notte d'inferno, la porta di servizio chiusa e la lotta per rianimare Cyane

12 ore d'interrogatorio per Jean-Marc G., il “figlio adottivo” e dipendente dei Moretti. Presente anche Jessica, che non è riuscita a trattenere le lacrime.
Imago-Bestimage/BFMTV
Quella notte d'inferno, la porta di servizio chiusa e la lotta per rianimare Cyane
12 ore d'interrogatorio per Jean-Marc G., il “figlio adottivo” e dipendente dei Moretti. Presente anche Jessica, che non è riuscita a trattenere le lacrime.

SION - Interrogato per 12 ore su quanto successo quella notte, su quella porta chiusa (e come mai lo fosse) e sui suoi “genitori adottivi” (formalmente non lo sono, ndr.), Jacques e Jessica Moretti.

Jean-Marc G., è stato lungamente a disposizione degli inquirenti proprio in questi giorni, riporta l'emittente francese BFMTV.

La questione della porta di servizio chiusa
Attualmente, lo ricordiamo, ci sono due versioni contrastanti: Jacques Moretti sostiene che questa sia stata chiusa da un dipendente proprio quella sera, e che la persona in questione l'abbia anche ammesso. Un altro dipendente del “Constel” afferma invece che l'uscita in questione fosse sempre stata chiusa.

Jean-Marc ha ribadito la versione del padre adottivo, il dipendente che aveva chiuso la porta quella sera - dopo aver consegnato del ghiaccio per i drink - avrebbe detto ai colleghi di sentirsi «terribilmente in colpa». Tanto da lasciare Crans-Montana, e la Svizzera, subito dopo.

L'interrogato è alle dipendenze di G. che gestisce uno dei ristoranti dei Moretti, sempre nella località sciistica vallesana.

Screenshot SRFUn render dell'interno del Constellation, fra Terrazza, piano terra e seminterrato.

I fatti di quella notte, e il racconto su Cyane
Durante l'interrogatorio-fiume si è parlato - ovviamente - anche di quanto successo durante il rogo. «Ho tentato di aiutare come potevo», ha ribadito. Altra questione controversa riguarda la 24enne cameriera, e frequentazione dello stesso Jean-Marc, Cyane. La ragazza, lo ricordiamo, è ritenuta responsabile (involontaria) del rogo.

La giovane donna è morta quella notte, e anche in questo caso le versioni sono due: «Io e Jacques abbiamo tentato a lungo di rianimarla, forse un ora», ha dichiarato durante l'interrogatorio, confermando la versione del patrigno. Nessun altra testimonianza ha confermato questa versione dei fatti.

La versione di stretta familiarità e amicizia fra i coniugi e la ragazza francese (sostenuta più volte da Jessica Moretti) sono però respinte dai parenti, e dai legali degli stessi. Secondo questi ultimi i rapporti erano diventanti molto tesi, e lei si sentiva «sfruttata» perché costretta a lavorare sia al ristorante sia al “Constel”, fino a notte fonda. Secondo gli avvocati «stava valutando la possibilità di denunciarli».

Jessica Moretti in lacrime durante l'udienza
«Troppe emozioni», Jessica Moretti avrebbe giustificato così la commozione che l'ha portata alle lacrime sentendo il figlio adottivo testimoniare su quanto accaduto quella fatidica notte.

Nella giornata di giovedì, la 39enne aveva concesso la prima intervista alla stampa italiana. «VIviamo in isolamento», aveva raccontato, «restiamo per le indagini, lo dobbiamo a tutte le vittime».

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