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La ricetta per un remix epocale, com'è farsi premiare da Vasco e quegli anni '90 «più spensierati»

Quattro chiacchiere con Maurizio Molella, che sabato 14 febbraio si esibirà nel capannone del Rabadan per il Love Mega Party.
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La ricetta per un remix epocale, com'è farsi premiare da Vasco e quegli anni '90 «più spensierati»
Quattro chiacchiere con Maurizio Molella, che sabato 14 febbraio si esibirà nel capannone del Rabadan per il Love Mega Party.

BELLINZONA - Un nome che al solo leggerlo fa scattare l'effetto macchina del tempo: Maurizio Molella, superstar della dance degli anni '90 al suono dell'idolatrato (anche alle nostre latitudini) Deejay Time della milanese Radio Deejay ma anche degli indimenticati (e indimenticabili) Megamix del sabato notte.

Proprio Molella sarà uno dei nomi di punta del sabato sera del Rabadan 2026. Il DJ e produttore monzese salirà sul palco poco dopo la mezzanotte di sabato 14 per il Love Mega Party, presso il capannone centrale. Lo abbiamo intervistato.

Cosa porta ancora con sé di quegli indimenticabili anni sulla cresta dell'onda?
«È un bellissimo bagaglio di ricordi ed esperienze che conservo e di cui faccio tesoro. Devo dire che se c'è una cosa che mi manca in maniera particolare è proprio la spensieratezza e l'allegria con cui si usciva per andare a divertirsi. Ci si spostava soprattutto per andare a sentire la musica e le persone che la mettevano. È anche vero che la musica in sé ha perso un po' di quel carattere aggregante che aveva e lo dico senza giudizio, forse proprio perché ormai sono cresciuto. Gli anni passano e le cose cambiano, ma quell'epoca - e quelle sensazioni - resteranno un gran bel ricordo».

Negli studi radiofonici di Radio Deejay, ma non solo, sono passate tantissime persone che poi hanno fatto breccia nella cultura popolare italiana e di lingua italiana...
«Una volta il “social” erano le radio oggi invece i social sono... i social. Hanno cambiato per sempre il modo di fruire dei contenuti: dove si vuole, e quando si vuole. E non parlo solo della musica... Ovvio, come per ogni cosa ci sono lati positivi e lati negativi».

Un ipotetico Molella degli anni 2000 al posto di mandare in onda i suoi Megamix nel cuore della notte curerebbe delle playlist su Spotify?
«Oh anche il Molella reale lo fa e se le ascolta con molto piacere (ride). È semplicemente troppo comodo, tutta la musica che ti piace a portata di clic... è davvero divertente!».

A fare epoca sono stati anche i suoi remix, pezzi come “Nella notte” degli 883 ma anche Vasco e tantissimi altri. Qual è la sua ricetta perfetta per un remix?
«Innanzitutto non dev'essere un qualcosa di forzato. Tutti i remix che ho fatto, e che faccio tuttora, li faccio perché mi diverte e mi dà emozione e anche perché ritengo che quei pezzi possano dare qualcosa di più. In generale cerco di dare ai brani a cui lavoro un “vestito” mio, tirare fuori qualcosa di diverso e originale».

Quali sono state le reazioni degli artisti ai suoi remix? C'è qualcuno che le ha detto: «Beh, mica male questa tua versione?»
«Sono convinto che, in ogni caso, ogni artista preferisce la sua di versione (ride). Detto questo devo dire che, negli anni, ho avuto diverse soddisfazioni. Per esempio “Nella notte”, Max dal vivo continua a suonare la mia versione, ed è una cosa bellissima. Per Vasco ho fatto 4 remix, per uno (“Ti prendo e ti porto via”, ndr.) ho ricevuto il premio direttamente da lui (ai Dance Awards del 2001). Penso di essere l'unico al mondo ad aver ricevuto un premio dalle mani di Vasco Rossi (ride) e non è poco!».

È anche autore di brani dance di grandissimo successo. Come nasce una “hit” firmata Molella?
«Può nascere in tanti modi: da un’idea, da qualcosa che sento e che mi piacerebbe fare in un certo modo, da una linea cantata che qualcuno mi fa ascoltare. Non c’è una molla che scatta sempre nello stesso modo, quindi è difficile dirlo».

Ultima domanda riguarda proprio Rabadan, dove suonerà sabato 14 febbraio. Che rapporto ha con il Carnevale?
«Suonare ai carnevali è sempre molto divertente, ma non è affatto scontato anche per un artista famoso. Il motivo? Perché a volte la gente si aspetta di sentire canzoni che poi magari non sentirà, perché non sono in scaletta. Quali? I tipici inni da Carnevale, o “WYMCA” (ride). Per quanto riguarda il Rabadan, per me è la prima volta e farò il possibile per farvi divertire e per divertirmi con tutti voi».

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