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SVIZZERA/FRANCIA

«La fuga dal Constellation di mio figlio: la caduta sulle scale e poi il coma»

Jérémie, gravemente ustionato al Constellation a Capodanno, è sulla via della guarigione dopo oltre un mese di calvario a Lione. Il racconto di papà Xavier.
20 Minuten
Fonte 20Min/RTS
«La fuga dal Constellation di mio figlio: la caduta sulle scale e poi il coma»
Jérémie, gravemente ustionato al Constellation a Capodanno, è sulla via della guarigione dopo oltre un mese di calvario a Lione. Il racconto di papà Xavier.

LIONE/SION - «Jérémie aveva giurato di non chiedermi i soldi per quella serata, se non mi sbaglio 250 franchi». Xavier Mittaz raccontava così, giorni fa a RTS, il desiderio di suo figlio di partecipare al Capodanno del Constellation, tanto che il giovane aveva lavorato per avere i soldi dell'ingresso. Poi il rogo maledetto. Il 17enne di Sion fugge e nonostante le ustioni riesce a uscire: verrà trasferito immediatamente a Lione per le gravi ferite.

La vita della famiglia Mittaz si ferma così, si spezza in pochi istanti. Inizia il calvario: la lunga serie di innesti cutanei, la sofferenza, gli alti e bassi. Papà Xavier, che non nasconde le lacrime, soffre insieme al figlio, nell'incertezza e in un paese che non è il loro: facendo la spola tra Francia e Svizzera.

Oggi, dopo oltre un mese, Jérémie è in via di guarigione, il giovane di Sion dovrebbe essere trasferito nei prossimi giorni da Lione a un ospedale del Vallese. «Si stava preparando per diventare postino - racconta il papà, cresciuto a Crans-Montana -. Gli piace perché è spesso all'aperto e adora andare in moto. Sta già migliorando molto e siamo fiduciosi che un giorno potrà riprendere il suo apprendistato e tornare a guidare la moto nel tempo libero».

Difficile però dimenticare il tempo vissuto nell'incertezza durante il periodo del coma farmacologico, durato quattro giorni. «Questa incertezza è stata terrificante - continua Xavier -. Vedi tuo figlio con tutte quelle macchine, tubi e bende; noi vedevamo solo i suoi occhi e parte della sua bocca. Per noi ci sarà sempre un prima e un dopo».

Ora si attende il trasferimento da Lione all'ospedale di Sierre, dove le ustioni alla schiena e alla mano destra continueranno a essere curate nelle prossime settimane. «È possibile che la sua riabilitazione duri fino all'autunno. Ma siamo fiduciosi che potrà tornare a condurre una vita normale. Gli siamo molto grati e sappiamo che non è un'impresa da poco».

Del gruppo di sei amici presenti al Constellation, Jérémie e il suo migliore amico hanno riportato le ferite più serie, ma entrambi adesso si stanno riprendendo. Il 17enne era riuscito a uscire dall'incendio da solo, nonostante fosse stato calpestato due volte sulle scale e abbia dovuto rialzarsi più volte. Fuori, poi, non potendo usare il cellulare a causa della mano ferita, aveva chiesto a un amico di chiamare i suoi genitori. «Sapevamo che l'ambulanza lo stava portando a Rennaz e siamo riusciti a seguirla. Anche quando è stato trasportato in elicottero a Lione»

A distanza di tempo la moglie di Xavier è però ancora sotto shock. «Era arrivata a Crans-Montana quando l'incendio era al culmine. Ha visto tutte quelle scene davanti al Constellation: le urla, le vittime ustionate, il caos. Ma per fortuna, ha trovato nostro figlio cosciente».

Tutti ricordi sono molto vivi anche nella mente e nel cuore di Jérémie, che oggi ha difficoltà a dormire per il dolore. «Ricorda tutto: dov'era quando è scoppiato l'incendio, la fuga, le cadute dalle scale - conclude il signor Mittaz -. Vedremo più avanti se avrà degli incubi».

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