Fenomeno NEET: «Una bomba sociale a scoppio ritardato»

L'interrogazione inoltrata da parte del gruppo La Sinistra (primo firmatario: Cristiano Canuti) al Municipio di Lugano.
LUGANO - Scegliere un percorso professionale o scolastico non è affatto semplice. Tanto che molti giovani finiscono per rimanere quasi “paralizzati”, trovandosi in una situazione di difficoltà. Un fenomeno che ha anche un nome preciso: NEET (Not in Education, Employment, or Training), termine che indica quella fascia di popolazione giovanile non impegnata in percorsi di studio, formazione professionale o attività lavorativa.
Si tratta di una realtà che sta assumendo una rilevanza crescente a livello mondiale, attirando l’attenzione delle istituzioni e degli esperti in ambito sociale ed economico. Anche la politica ha iniziato a muoversi: attraverso un’interpellanza, il gruppo La Sinistra (primo firmatario Cristiano Canuti) ha chiesto al Municipio di Lugano alcuni chiarimenti in merito.
«Il problema dei NEET - si legge nell'interpellanza - coinvolge non solo le problematiche individuali dei giovani, ma ha anche delle ricadute significative sull'economia, sul benessere sociale e sulle opportunità di crescita del nostro territorio».
La categoria, come detto, include sia coloro che non lavorano né studiano, sia coloro che sono fuori dal sistema di formazione ma desiderano entrare nel mercato del lavoro, ma non trovano opportunità adeguate. «Il fenomeno non si limita solo a problematiche economiche, ma è anche legato a difficoltà sociali, familiari e psicologiche che impediscono a molti giovani di partecipare attivamente alla società. Il fenomeno ha diverse cause che vanno dalla disoccupazione giovanile alla scarsa motivazione e mancanza di prospettive, dalla mancanza di competenze professionali adeguate alla disconnessione sociale e famigliare».
Nel 2018 il tasso di NEET tra i 20 e i 34 anni, secondo Eurostat, nei paesi dell’Unione europea, si attestava al 16.5%, spaziando tra l’8.0% della Svezia e il 28.9% dell’Italia. Per la Svizzera, Eurostat rilevava un tasso di NEET del 7.9%1. Nel 2023 l’Ufficio federale di statistica indica nel Canton Ticino il 9.5% di NEET all’interno della popolazione giovanile fra i 15 e i 29 anni. Superati solo dall’Arco Lemanico con il 10.5%
Uno dei fattori che contribuiscono alla crescita del fenomeno è la difficoltà di transizione tra la scuola e il mondo del lavoro. «Molti giovani ticinesi si trovano ad affrontare una fase di incertezza dopo la conclusione degli studi, con una carenza di opportunità di inserimento lavorativo o di formazione che risponda alle loro esigenze e punti di forza individuali. Una parte significativa dei NEET hanno una fragilità formativa con titoli di studio fermi alla scuola dell’obbligo, che proviene da contesti familiari svantaggiati, dove le risorse e il supporto scarseggiano».
Sono dei giovani spesso completamente fuori dai radar sia istituzionali che relazionali e «con forte rischio che il comune li ritrovi nel database ma sotto la voce “assistenza” dalla quale non usciranno probabilmente più. I NEET sono a maggiore rischio di sviluppare problemi psicologici, entrare in dinamiche di isolamento sociale e finire a carico della disoccupazione o dell’assistenza. Sul piano economico, la presenza di una fascia significativa di giovani non coinvolti in attività produttive o formative rappresenta una perdita di potenziale per l’intera comunità. La difficoltà di trovare e mantenere una forza lavoro qualificata può rallentare lo sviluppo delle imprese e l’innovazione nel Canton Ticino come in altri territori, contribuendo anche a un aumento della spesa sociale».
E ancora: «Per riattivare i NEET è necessario un approccio integrato che vada oltre la formazione tradizionale, combinando supporto psicologico, formazione pratica, opportunità di lavoro e politiche pubbliche integrate in rete. Solo un lavoro di squadra tra istituzioni, imprese e comunità locali può permettere a questi giovani di reinserirsi nel mondo scolastico o professionale».
Le domande al Municipio:
1. Come valuta il lodevole Municipio la situazione dei NEET nella Città di Lugano? Quanti sono i NEET presenti sul nostro territorio comunale? Quanti sono presi a carico e quanti ancora non risultano presi a carico? Fornire i dati disponibili degli ultimi 5 anni.
2. Che tipo di strategia intende mettere in atto il Municipio per affrontare il tema dei NEET? Con quali strumenti e con quale servizio/i presenti nella Città di Lugano? Esiste una collaborazione con gli uffici cantonali preposti?
3. Come si posiziona il Municipio nei confronti di una collaborazione con gli enti, programmi non profit che già operano e hanno competenze specifiche sul tema di NEET? Intende in futuro rafforzare la collaborazione con questi enti? Se sì, in che modo e con quali strumenti?
4. Come valuta il Municipio l'impatto finanziario che i NEET rischiano di avere sui conti della Città e sui costi sociali? Ci sono delle stime in merito? Il Municipio considera positivamente un intervento precoce su questi casi per evitare un radicamento delle problematiche anche in età adulta di queste persone?



