«Quanti papà si sentono chiedere: come stai tu? Cosa stai provando?»

È partito a gennaio il primo gruppo di auto-aiuto per neopadri del Ticino, promosso dall'Associazione Nascere Bene e venuto alla luce da un’intuizione: «Un bisogno che c'è».
LUGANO - Più coinvolti, desiderosi di partecipare alla vita dei figli, sin dalla nascita. Ma non sempre con tutti gli strumenti e, spesso e volentieri, accompagnati da un sentimento di solitudine difficile da etichettare, da elaborare e da risolvere.
Nasce proprio per far fronte a questa consapevolezza il gruppo di auto-aiuto per (neo)papà promosso dall’Associazione Nascere Bene Ticino e condotto dal counselor Ivan Fiorini. Si tratta di uno spazio dedicato esclusivamente agli uomini che stanno vivendo – o stanno per vivere – l’esperienza della paternità: «Abbiamo già avuto un primo incontro il 27 gennaio e continueremo almeno per tutto il 2026», conferma Fiorini.
«Quando si parla di nascita e perinatalità – spiega Barbara Camplani di Nascere Bene Ticino – l’attenzione è giustamente molto focalizzata sulla mamma e sul bambino. Ma ci siamo rese conto che i padri pur essendo sempre più presenti e coinvolti, restano spesso ai margini dal punto di vista emotivo».
I dati lo confermano: secondo un sondaggio nazionale, circa due papà su tre dichiarano di essere più presenti con i propri figli rispetto ai loro padri. Tuttavia, questa maggiore presenza non è accompagnata da un adeguato riconoscimento emotivo. Sempre stando agli studi, è in crescita il numero di padri affetti da depressione post-parto.
«Quanti papà si sentono chiedere, prima o dopo la nascita: come stai tu? Cosa stai provando?», osserva Camplani.
Le motivazioni? Spesso sono culturali, ma non solo: «È vero che, anche all'interno delle amicizie si tende un po' a parlare meno delle proprie emozioni, si cerca piuttosto evasione o altro», aggiunge Fiorini.
E il dialogo intergenerazionale sulla paternità è spesso assente. «È quasi impensabile che un uomo parli con il proprio padre di cosa significhi essere padre oggi», continua, «eppure, allo stesso tempo, la società chiede ai papà di essere presenti, emotivi, partecipi. Questo crea una tensione forte: aspettative alte, strumenti pochi».
La prima sperimentazione è avvenuta quasi per intuizione, durante il Festival della Nascita, una tre giorni organizzata a ottobre all’ex Asilo Ciani di Lugano.
Tra i workshop rivolti a donne in gravidanza, coppie e neomamme, è stato inserito anche un momento di condivisione per neopapà. Non era stato nemmeno definito come “gruppo di auto-aiuto”: l’obiettivo era semplicemente «creare uno spazio di scambio fra i papà».
«Non sapevamo se avrebbe funzionato», racconta Camplani, «e invece, già venti minuti prima dell’inizio, c’erano diversi papà in fila. Sono entrati e sono rimasti quasi due ore». Alla fine dell’incontro, molti partecipanti hanno lasciato il proprio contatto: «Abbiamo capito che, effettivamente, poteva esserci un interesse e un bisogno reale».
Il gruppo è riconosciuto ufficialmente come gruppo di mutuo auto-aiuto e si riunisce una volta al mese: «È un gruppo aperto a papà con figli da 0 a 3 anni, ma non è una soglia rigida e invalicabile». Non è nemmeno un percorso terapeutico, né un corso per “imparare a fare il padre”, ribadisce Fiorini: «Non diamo consigli e non esistono ricette», chiarisce, «il valore sta nella condivisione delle esperienze. Parlare delle difficoltà, ma anche delle cose belle, aiuta a normalizzare ciò che si vive e a non sentirsi sbagliati».
I temi che emergono sono molti: i cambiamenti nella vita quotidiana, la relazione di coppia, la sessualità, la gestione del tempo e del lavoro, il rapporto con il neonato, il senso di inadeguatezza, il sonno (o il non sonno).
La conduzione del gruppo è volutamente discreta. «Meno intervengo, più sono contento», spiega sorridendo Fiorini. Il suo ruolo è quello di accompagnare il dialogo, garantire uno spazio sicuro e aiutare, quando serve, a riportare il racconto su di sé: «Qui il messaggio è semplice ma potente: tu sei visto e ascoltato in quanto papà. Questa, per molti uomini, è una novità assoluta».
«Diventare genitori è un’esperienza che travolge e trasforma», aggiunge Camplani, «non viverla da soli può fare una grande differenza».
Maggiori informazioni e iscrizioni sul sito web di Nascere Bene Ticino



