Vittime e aggressori alla sbarra

Prende il via oggi il processo contro i due responsabili dell’aggressione avvenuta in un autosilo a Lugano nel giugno 2024. Davanti al giudice anche le due vittime, accusate di rissa.
LUGANO - A volte tra vittime e aggressori la linea è sottile. E sarà compito della Corte delle Assise criminali di Lugano fare chiarezza su un caso che presenta numerose sfumature. Alla sbarra compaiono oggi, uno accanto all’altro, le quattro persone coinvolte in un pestaggio avvenuto in un autosilo di Lugano il 23 giugno 2024.
Quattro imputati - Due sono gli imputati principali, chiamati a rispondere di tentato omicidio intenzionale, lesioni gravi e tentate lesioni gravi: un 25enne e un 26enne, entrambi cittadini italiani, difesi dagli avvocati Olivier Ferrari e Rosa Maria Cappa. Per loro il procuratore pubblico Luca Losa, titolare dell’inchiesta, chiederà una pena superiore ai cinque anni. Il processo si svolgerà infatti con la presenza degli assessori giurati.
A pochi metri di distanza, come detto, saranno presenti anche le vittime del pestaggio, o meglio, le due persone che hanno riportato le conseguenze più gravi, un 23enne e un 28enne cittadini svizzeri del Luganese, difesi dagli avvocati Marisa Alfier e Felice Dafond.
I fatti e le immagini di videosorveglianza - I due sono accusati di rissa e respingono gli addebiti: uno sostiene di non ricordare nel dettaglio la dinamica degli avvenimenti, mentre l’altro contesta la propria responsabilità.
Venendo ai fatti, l’identificazione dei due aggressori, come appurato dal Cdt, è stata possibile solo grazie alle immagini di videosorveglianza dell’autosilo. I due, nel frattempo fuggiti in auto in Italia, sono stati arrestati in provincia di Alessandria e successivamente estradati in Svizzera alla fine di aprile dello scorso anno.



