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Lindsey Vonn, un pessimo esempio

«Ho un'ammirazione sconfinata per Lindsey, ma ha messo il suo ego davanti a tutto. Pure al buon senso e alle basilari regole della sicurezza»
Lindsey Vonn, un pessimo esempio
AFP
Lindsey Vonn, un pessimo esempio
«Ho un'ammirazione sconfinata per Lindsey, ma ha messo il suo ego davanti a tutto. Pure al buon senso e alle basilari regole della sicurezza»
Arno Rossini: «La statunitense non è riuscita a star lontana da quella droga che è l’adrenalina».
SPORT: Risultati e classifiche

LUGANO - Su Lindsey Vonn e sulla sua tenacia di è detto e scritto di tutto. “È tostissima”, “È eccezionale”, “È un esempio”... i complimenti sono arrivati da ogni parte del globo. La storia della vecchia leonessa che torna e dimostra a rivali che potrebbero essere sue figlie di avere ancora la forza (perché le qualità non evaporano) per prendere il comando del branco è stata raccontata con un misto di ammirazione ed entusiasmo. Una favola insomma, che tutti speravano potesse avere il lieto fine. Poi c’è stato il guaio di Crans-Montana, poi è arrivata la discesa olimpica…

L’infortunio vallesano non ha influito su quello, drammatico, a cinque cerchi, questo è già stato sottolineato. Dopo una botta del genere, però, quasi tutti i professionisti del circo bianco si sarebbero arresi. La statunitense è invece andata dritta per la sua strada, mostrando un’ostinazione che, per la prima volta, ha fatto sembrare meno “positiva” la sua testardaggine.

«Parto da un presupposto, anzi da due - è intervenuto Arno Rossini - Per prima cosa, ho un’ammirazione sconfinata per la campionessa statunitense e mi dispiace davvero molto per quello che le è accaduto. Davvero. Secondo punto… non parliamo degli aspetti tecnici dello sci, perché non ho le competenze né la sensibilità per farlo, ma del difficile passaggio che uno sportivo d’élite deve fare quando chiude la carriera. E questo vale che si racconti di sci, di pallone o di qualsiasi altro sport: smettere con l’attività che è stata la tua vita è complicatissimo».

Andiamo subito al punto: Lindsey, nel suo tentativo di essere ancora la migliore, va applaudita o rimproverata?
«È tenace, determinata e motivata, questo le va riconosciuto. A quell’età, dopo i tanti infortuni avuti, quando era fuori dal circo bianco da un pezzo… il suo rientro è però stato una forzatura. E non parlo di risultati: ha dimostrato anzi di poter competere con le migliori al mondo. Mi riferisco all’accettare che un periodo della tua vita sia finito. Sono tanti gli ex sportivi che, arrivato il ritiro, un po’ si perdono. Normale, visto che per anni hanno seguito routine precise, lavorato per obiettivi a breve e lungo termine e sono stati inseguiti e coccolati dai media. Poi da un momento all’altro la luce dei riflettori viene puntata su altri e tu, se non hai preparato il dopo carriera, ti senti perso. Ecco, credo che la Vonn non abbia mai del tutto smesso di sentirsi sciatrice, ingaggiando una battaglia persa contro il tempo».

Non ci fosse stata Crans-Montana…
«Ma qui non si tratta di risultati sportivi o meno. Si tratta di accettare serenamente il tempo che passa e concentrarsi su “altro”. Lindsey invece è tornata e, nonostante il problema avuto sulle nevi vallesane, ha continuato a testa bassa. Scusate ma in ciò io non ci vedo nessun messaggio positivo. Vedo anzi una donna che dà un pessimo esempio, di una sportiva che mette il proprio ego davanti a tutto. Pure al buon senso e alle basilari regole della sicurezza. In questo momento, pensando a lei, mi vengono in mente solamente egoismo e presunzione».

Dopo il primo ritiro avrebbe dovuto semplicemente fare la pensionata?
«Sei una donna giovane, famosa, ascoltata, cercata… investi tempo ed energie su altro. Vuoi rimanere nel mondo dello sci? Insegna quello che hai imparato ai più giovani. Oppure punta su avventure tutte nuove. Immagino che di possibilità ne avesse tantissime. Evidentemente è tornata perché non è riuscita a star lontana da quella droga che è l’adrenalina e perché ha creduto di non saper far altro che sciare. Spero solo che riesca a superare la bruttissima caduta delle Olimpiadi e che questa non le lasci segni permanenti. Ah, ovviamente, che riesca finalmente a trovare il coraggio per voltare pagina»

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