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CRANS-MONTANA

Strazio e rabbia davanti al tribunale: «Siete degli assassini»

Il dolore e le urla dei familiari contro i coniugi Moretti. «Non vi perdono, mio figlio è morto». Jacques Moretti: «Siamo qui per la giustizia, ci assumeremo ciò che dobbiamo»
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Strazio e rabbia davanti al tribunale: «Siete degli assassini»
Il dolore e le urla dei familiari contro i coniugi Moretti. «Non vi perdono, mio figlio è morto». Jacques Moretti: «Siamo qui per la giustizia, ci assumeremo ciò che dobbiamo»

CRANS-MONTANA - Un clima carico di dolore e di tensione giovedì mattina davanti al tribunale di Sion, dove Jacques e Jessica Moretti, proprietari del bar Le Constellation, sono comparsi per il secondo giorno di audizioni nell’ambito dell’inchiesta sull’incendio della notte di Capodanno che è costato la vita a 41 persone.L’arrivo della coppia, accompagnata dai loro legali, diversi familiari delle vittime li hanno affrontati tra grida, accuse e lacrime. «Né perdono né oblio, mio figlio è morto, è stato bruciato», ha urlato Christian Pidoux, il papà di Trystan, il ragazzo di 17 anni che ha perso la vita nell'incendio. Il fratello minore del ragazzo si è rivolto direttamente ai Moretti accusandoli di aver ucciso suo fratello, chiedendo loro di guardarlo negli occhi. «Avete ucciso mio fratello maggiore, stronza, avete capito! Guardatemi negli occhi, avete ucciso mio fratello. Non toccatemi, avete ucciso mio fratello».

Davanti a giornalisti e passanti sotto la pioggia, un’altra madre in lutto ha definito Jacques Moretti «un assassino». L’imputato ha risposto promettendo di assumersi le proprie responsabilità: «Siamo qui per la giustizia, ci assumeremo ciò che dobbiamo». Dalle famiglie è arrivata però una replica durissima: «Serve la prigione, non 200mila franchi».

Jessica Moretti, visibilmente scossa, ha chiesto di poter entrare nell’edificio, mentre un’altra parente ha accusato la coppia di aver pagato per evitare conseguenze giudiziarie. «Non è mafia, siamo lavoratori», ha replicato Jacques Moretti prima di varcare l’ingresso del tribunale.

La tensione è proseguita anche dopo l’ingresso dei due imputati: il fratello di una vittima ha continuato a gridare e a insultare la coppia, scoppiando poi in lacrime davanti alle porte a vetri del palazzo di giustizia, consolato dagli amici dei giovani scomparsi.


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