«Indizi insufficienti per stabilire un profilo DNA»

La giustizia deve distruggere il campione DNA: non ci sono prove sufficienti contro l'uomo accusato di vendita di cocaina.
LOSANNA - Il fatto che un uomo sia sospettato di aver venduto mezza "bola" di cocaina a una tossicodipendente non giustifica ancora la creazione del suo profilo DNA. Il Tribunale federale (TF) ha annullato una decisione della giustizia ginevrina e ordinato la distruzione del campione e la cancellazione del profilo.
Il ricorrente è oggetto di un procedimento penale per ingresso e soggiorno illegale in Svizzera. La giustizia ginevrina sospetta anche di consumo e traffico di stupefacenti: un poliziotto lo avrebbe visto vendere mezza pallina di cocaina ed è stato arrestato due volte in una strada nota come centro nevralgico del traffico a Ginevra.
Il Ministero pubblico ha ordinato la creazione del profilo DNA dell'interessato, una decisione confermata dal Tribunale cantonale del Cantone di Ginevra. Quest'ultimo ha ritenuto che tale misura fosse giustificata dal timore che l'uomo avesse commesso altre infrazioni alla legislazione sugli stupefacenti.
In una sentenza pubblicata oggi, il Tribunale federale constata che la giustizia ginevrina ha ordinato la creazione del profilo DNA non per chiarire la vendita di cocaina ma per scoprire eventuali reati passati. Una tale misura è ammessa, a condizione che l'autorità disponga di indizi seri e che le infrazioni perseguite presentino una certa gravità.
Tali condizioni non sono soddisfatte nel caso di specie, ritiene la seconda Corte di diritto penale del TF. L'assenza di domicilio fisso e di lavoro non fanno del ricorrente uno spacciatore. Lo stesso vale per la sua presenza in un noto luogo del traffico di strada, che può anche spiegarsi con il suo consumo.



