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LUGANO

Né regali né svendite a Capo San Martino

Il Municipio di Lugano risponde a Sara Beretta Piccoli sul progetto alberghiero: «Non è prevista la vendita dei terreni di proprietà comunale». La variante di PR è già in fase di allestimento e il messaggio è atteso entro un anno
Ti-Press
Né regali né svendite a Capo San Martino
Il Municipio di Lugano risponde a Sara Beretta Piccoli sul progetto alberghiero: «Non è prevista la vendita dei terreni di proprietà comunale». La variante di PR è già in fase di allestimento e il messaggio è atteso entro un anno

LUGANO - Nessun regalo multimilionario al privato di turno - in questo caso, lo ricordiamo, il nome è quello dell'imprenditore vallesano Christian Constantin - in quel di Capo San Martino. «Non è prevista la vendita dei terreni di proprietà comunale», conferma oggi il Municipio di Lugano, rispondendo a un atto parlamentare di Sara Beretta Piccoli che, agli inizi di gennaio, aveva sollecitato l'esecutivo in merito alla prospettiva di un nuovo albergo di lusso e ai timori che la modifica del Piano Regolatore «potesse comportare un vantaggio economico ingente per un privato».

«Il promotore del progetto detiene un diritto di compera su mappali di proprietà privata». Tuttavia, il Municipio e il promotore hanno firmato «una convenzione che prevede, in caso di approvazione ed entrata in vigore del Piano, il riordino dei confini delle rispettive proprietà, in modo tale da assicurare al promotore la disponibilità in proprietà delle superfici necessarie alla realizzazione del progetto, e al Comune l'entrata in possesso di interessanti superfici a lago» che sono oggi private. Inoltre, la stessa convenzione prevede «che vengano costituiti dei diritti, a carico delle future proprietà del promotore, necessari per la pubblica fruizione delle aree che verranno definite dal Piano».

«Un unicum lungo le rive del Ceresio»
Detto questo, il primo passo resta quello della modifica pianificatoria necessaria per rendere edificabile parte del terreno in questione. «La situazione pianificatoria del Piano regolatore di Pazzallo non ammette attualmente la realizzazione del progetto di complesso alberghiero» al centro dell'interrogazione. È «quindi necessario allestire una modifica» per «codificare una zona speciale» con la possibilità di «delimitare “altre zone” di utilizzazione, oltre a quelle edificabili, agricole e protette, purché la loro ubicazione sia imposta dalla loro destinazione fuori dalla zona edificabile e a condizione che nessun altro interesse preponderante vi si opponga». "Altre zone" «destinate a rispondere a dei bisogni specifici». «Nel caso specifico la realizzazione di una struttura alberghiera di alta gamma comprensiva di spazi a lago di pubblica fruibilità in un luogo strategico attualmente in stato di abbandono».

«L’offerta turistica a Lugano soffre infatti di una carenza di strutture di alta gamma poste a lago o nelle sue immediate adiacenze», mette in evidenza l'esecutivo luganese, sottolineando che «Capo San Martino può essere considerato un punto particolare e unico nel contesto di Lugano e pertanto adeguato a rispondere a questo bisogno concreto. Si tratta infatti di un promontorio dominante a picco sul lago posto alle pendici del San Salvatore e che apre la sua vista verso il golfo di Lugano. Allo stesso tempo si pone a una distanza tale da garantire una certa intimità, lontano dalla frenesia della Città. Trattasi in sostanza di un unicum lungo le rive del Ceresio».

In quanto zona speciale, non saranno necessari dezonamenti di compensazione. L'area interessata è però inserita parzialmente in zona forestale. E, numeri alla mano, si parla di circa 2000 metri quadrati di dissodamenti necessari «al fine di definire la natura non boschiva della superficie», che dovranno essere invece compensati mediante «l'adozione di provvedimenti a favore della protezione della natura e del paesaggio».

Il messaggio, se tutto va bene, entro un anno
Sulla variante del Piano regolatore, il Municipio sta già lavorando. «La sua trasmissione al Dipartimento del territorio per esame preliminare è imminente» e l'auspicio è quello di poter licenziare un messaggio all'attenzione del Consiglio comunale entro, circa, un anno. E «la determinazione del valore verrà svolta subito dopo l'entrata in vigore del Piano particolareggiato», anche se «una stima di massima sarà già svolta a conclusione della fase preliminare della procedura».

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