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CRANS-MONTANA

Ecco come appariva Le Constellation subito dopo l'incendio

Tutta la potenza distruttiva del fuoco nelle immagini presenti negli incarti degli inquirenti.
Tamedia
Ecco come appariva Le Constellation subito dopo l'incendio
Tutta la potenza distruttiva del fuoco nelle immagini presenti negli incarti degli inquirenti.

CRANS-MONTANA - Sei settimane dopo la catastrofe di Crans-Montana vengono pubblicate delle foto scattate subito dopo l'incendio. Il rogo ha causato fino a oggi 41 morti e 119 feriti. Le immagini, diffuse dai giornali Tamedia, sono contenute nei fascicoli degli inquirenti vallesani e mostrano la forza distruttiva che il fuoco ha raggiunto nel giro di pochi minuti all'interno de Le Constellation.

Zona bar
Sul lato destro di questa foto si vede la zona bar nel seminterrato del Constellation, dove è divampato l’incendio. Qui una cameriera è salita sulle spalle di un collega e, con alcune candele scintillanti, ha incendiato accidentalmente i pannelli fonoassorbenti in schiuma presenti sul soffitto

Uno degli sgabelli del bar non è bruciato. Probabilmente è caduto e le fiamme provenienti dal soffitto non lo hanno raggiunto. I rivestimenti in legno alle pareti e l’arredo sono carbonizzati a partire da una certa altezza, ma apparentemente non hanno preso completamente fuoco.

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Angolo del salotto a sinistra
In questa immagine sono ben visibili le macchie nere che fanno pensare che la schiuma acustica sul soffitto si sia sciolta e sia poi caduta sotto forma di "gocce infuocate".

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Angolo del salotto a destra
In questa zona, i tecnici forensi hanno trovato a terra una borsa con fuochi d’artificio che presumibilmente un ospite aveva portato con sé. I fuochi d’artificio non si sono accesi. Dopo che tutta la schiuma acustica sul soffitto era bruciata, il fuoco si è estinto da solo.

Un vigile del fuoco, intervenuto circa dieci minuti dopo l’inizio dell’incendio, ha riferito alla polizia che, già a quel punto, non erano più visibili fiamme nell’edificio.

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Scala
Si è trasformata in un collo di bottiglia per chi cercava di fuggire. A sinistra della scala si riconoscono stecche da biliardo che non sono bruciate. Sempre a sinistra della scala si vedono i resti di un segnale di uscita di emergenza.

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Piano terra
Le fiamme, dopo il flashover, sono salite qui come in una cappa e hanno distrutto il soffitto. La porta che si apre verso l’interno a sinistra conduce alla terrazza coperta. Con una freccia è indicata la porta di servizio, che la notte dell’incendio era chiusa a chiave.

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Porta di servizio
In questa foto si vede il chiavistello nella parte superiore della porta di servizio, che la notte dell’incendio era chiuso. Chi abbia chiuso la porta è oggetto di indagine. I primi soccorritori, tra cui Jacques Moretti, gestore del bar Le Constellation, hanno sfondato questa porta dall’esterno e vi hanno trovato dietro diversi corpi privi di vita.

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«Moretti non ha voluto la schiuma ignifuga perché costava troppo»

Il “Constel“ non era stato reso “a prova di fuoco“ per «motivi di budget». È quanto afferma il designer d'interni che ha progettato il locale, la cui voce è stata raccolta dai media italiani (fra i quali il Messaggero). L'uomo avrebbe contattato le autorità vallesane il 3 gennaio per fornire la sua testimonianza.

Al momento dell'inaugurazione del locale, nel 2016, avrebbe suggerito a Jacques Moretti di ricoprire l'insonorizzazione con schiuma ignifuga. Richiesta, questa, che sarebbe stata rispedita al mittente perché ritenuta «troppo cara». Uno scambio, questo, che però non sarebbe mai finito fra gli atti dell'inchiesta, hanno sostenuto alcuni avvocati che rappresentano le famiglie delle vittime.

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