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SVIZZERA

Telelavoro dei frontalieri, le norme fiscali sono in vigore

Sono state completate le procedure di approvazione in Svizzera e in Italia.
Depositphotos (SarkisSeysian)
Fonte ATS
Telelavoro dei frontalieri, le norme fiscali sono in vigore
Sono state completate le procedure di approvazione in Svizzera e in Italia.

BERNA - È entrato in vigore il 9 febbraio, il protocollo di modifica, applicabile da inizio gennaio, che disciplina in modo duraturo l'imposizione del telelavoro per i lavoratori frontalieri. Dall'inizio dell'anno, i frontalieri hanno la possibilità di lavorare da casa fino al 25% del tempo di lavoro annuale, senza che ciò comporti modifiche alle norme fiscali vigenti o allo status.

Il Parlamento italiano ha dato il via libera definitivo, all'unanimità, alla ratifica ed esecuzione della modifica dell'accordo con la Svizzera sui frontalieri lo scorso 18 dicembre . Il Consiglio dei ministri aveva dal canto suo approvato in maggio il disegno di legge che ratifica il Protocollo di modifica dell'accordo tra Italia e Svizzera relativo all'imposizione dei lavoratori frontalieri del 23 dicembre 2020.

L'intesa era stata siglata nel giugno del 2024 dalla consigliera federale Karin Keller-Sutter e dal ministro dell'economia e delle finanze italiano Giancarlo Giorgetti. Essa ha risolto la questione della tassazione del telelavoro dei frontalieri provenienti dalla vicina Penisola, che si trovavano in una situazione d'incertezza da fine gennaio 2023, quando le regole introdotte durante la pandemia erano scadute.

Per poter applicare i nuovi accordi sul telelavoro con l'Italia, ma anche con la Francia (in questo caso il telelavoro è consentito fino al 40% del tempo di lavoro annuale, n.d.r), le Camere federali hanno approvato una nuova legge federale per lo scambio di dati salariali. L'intesa con Roma per l'imposizione dei frontalieri prevede uno scambio automatico e reciproco delle informazioni necessarie ai fini dell'imposizione dei lavoratori frontalieri nello Stato di domicilio.

L'intesa con la Francia introduce anch'essa uno scambio automatico e reciproco delle informazioni necessarie ai fini dell'imposizione dei lavoratori dipendenti che risiedono in uno dei due Stati contraenti e che lavorano per un datore di lavoro situato nell'altro Stato contraente.

La nuova legge regola, in particolare, la trasmissione di informazioni tra le autorità fiscali cantonali e l'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC). Attualmente, la Svizzera accoglie circa 400 mila frontalieri, la maggior parte dei quali risiede in Francia (circa 230 mila) o in Italia (circa 90 mila).

Lo scambio automatico comporterà un onere supplementare per gli imprenditori interessati è stato fatto notare in aula durante i dibattiti dai deputati contrari, poiché i datori di lavoro, anche quelli delle PMI, dovranno rilevare i dati richiesti dai due accordi, ciò che implica un adeguamento dei sistemi informatici.

La legge prevede anche sanzioni per chi non si adegua - ma solo per infrazioni intenzionali - con una multa di 1000 franchi al massimo, che potrebbe salire a 10 mila franchi nei casi gravi o in caso di recidiva.

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