L'infanzia, luogo di resistenza e verità

È uno dei punti cardine di "L'interno delle nuvole", il nuovo romanzo di Fabio Andina
È uno dei punti cardine di "L'interno delle nuvole", il nuovo romanzo di Fabio Andina
ACQUAROSSA - «Non si è mai troppo piccoli per percepire che qualcosa si è spezzato. E mai abbastanza grandi per capire davvero cosa». Bisogna partire da questo concetto per parlare di "L'interno delle nuvole", il nuovo libro dello scrittore ticinese Fabio Andina. I protagonisti del romanzo sono Giulia e Luca, due bambini che arrivano in montagna all'inizio dell'estate, «dopo che il rumore del mondo è diventato troppo forte». È stata la madre a portarli via (fuga o protezione? oppure entrambe le cose?). Trovano ospitalità dai nonni, in un piccolo universo di gesti semplici e di nuove conoscenze.
Com'è nata questa idea? «Stavo lavorando alla revisione di "Sedici mesi" (Rubbettino Editore, 2024), vincitore del Premio svizzero di letteratura 2025, quando la relazione tra i due bambini e i nonni ha cominciato a imporsi con una forza inattesa: li vedevo muoversi nello spazio, ascoltavo le loro voci, il loro modo di stare al mondo», spiega Andina. «Da lì ho scritto una prima bozza, quasi per necessità. Poi ho capito che quel nucleo conteneva molto di più: uno sguardo sull’infanzia come luogo di resistenza e di verità, sul tempo lento dei nonni contrapposto alla frattura degli adulti, e su un mondo naturale che non fa da semplice sfondo ma diventa misura emotiva delle cose». Il romanzo è cresciuto così, prosegue Andina, «seguendo quei legami e lasciando che fossero i gesti minimi, le attese e i silenzi a raccontare ciò che spesso le parole degli adulti non riescono a dire».
In tutto questo troviamo tracce dei precedenti lavori di Andina ("La pozza del Felice", "Uscirne fuori", "Sedici mesi"), in uno sviluppo di temi e stile che salta da un romanzo all'altro. Non è forse vero che i vari titoli della bibliografia di un autore non sono altro che passi compiuti lungo quello che è il suo percorso creativo? Si ritrova quindi la scrittura essenziale di "La pozza del Felice", la misura emotiva ed etica di "Sedici mesi". È una scrittura per sottrazione, scarnificata, con lo sguardo di Andina che segue i suoi personaggi e che, nel caso di Giulia e Luca, li osserva intenti a scrutare gli adulti. I loro occhi catturano le crepe nei sorrisi e il vuoto delle assenze, che la montagna accoglie senza rimbombi - come avrebbe magari fatto la città.
«È una storia ambientata in un paese di montagna che potrebbe trovarsi ovunque. Il Ticino c’è, certo, nel paesaggio, nei ritmi, in un certo modo di abitare i luoghi e il tempo, ma non volevo raccontare un territorio riconoscibile in senso geografico», aggiunge Andina. Non è un racconto geolocalizzato come nel caso di "La pozza del Felice", che ha addirittura dato vita a un sentiero letterario nella patria di adozione dello scrittore, la Valle di Blenio. «Mi interessava piuttosto uno spazio umano: una comunità piccola, isolata quanto basta perché le relazioni diventino più dense, più esposte. Quello che conta non è dove ci troviamo sulla mappa, ma ciò che accade tra le persone, soprattutto tra generazioni diverse, e il modo in cui i bambini attraversano fratture che appartengono al mondo degli adulti. In questo senso il paese potrebbe essere in Ticino come altrove, perché ciò che vi si vive è qualcosa che riguarda tutti».
La fragilità che viene tanto spesso attribuita ai bambini è, in questo caso, una caratteristica degli adulti. Il loro smarrimento contrasta con la forza che i più piccoli celano dentro di loro. Forse perché, per loro stessa natura, i bambini sono più propensi al cambiamento. Il tempo dei più anziani è lento e imperfetto, non è tale da offrire una cura a nessuno di questi personaggi che appaiono, caratteristica tipica di Andina, leggermente fuori asse rispetto al resto del mondo.
"L'interno delle nuvole" è una storia in grado di arrivare a chiunque e che si basa su una grande verità: se si trova la forza di accettare ciò che non si può cambiare, allora si può andare avanti. Un passo alla volta.




