Favola-Brignone: oro dieci mesi dopo il tremendo infortunio

Più forte di dolore e guai, la campionessa italiana ha vinto il superG olimpico
Svizzere opache e lontane dalle migliori.
Più forte di dolore e guai, la campionessa italiana ha vinto il superG olimpico
Svizzere opache e lontane dalle migliori.
BORMIO - La favola ha avuto il lieto fine. Un incredibile lieto fine. Federica Brignone ha vinto il superG olimpico, mettendosi al collo una pazzesca medaglia d’oro. Pazzesca perché, fortissima e appena messa in bacheca la Coppa del mondo generale e quelle di discesa e superG, nell’aprile scorso, ai Campionati italiani, l'azzurra cadde rimediando una frattura del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra, oltre alle lesioni del comparto capsulo-legamentoso mediale e del legamento crociato anteriore. Un infortunio drammatico che, anche tenuto conto dell’età, avrebbe potuto mettere il punto alla sua carriera.
La 35enne non si è invece arresa e, passando attraverso operazioni, riabilitazione e un piano di allenamento specifico, si è prima rimessa in piedi e poi è tornata a essere un’atleta. Il rientro ufficiale in Coppa del Mondo è avvenuto tre settimane fa nel gigante di Plan de Corones (sesto posto), poi si è vista, alla fine dello scorso mese, nel superG di Crans-Montana (18esima). Tanti dubbi, tanto dolore - con la Cerimonia inaugurale delle Olimpiadi trascorsa in spalla ai compagni di squadra e il decimo posto nella discesa e - oggi (giovedì), tanta gioia.
Perché, il superG ha riconsegnato ai tifosi una campionessa imperfetta (qualche errore soprattutto nella parte alta del tracciato lo ha fatto) ma incredibilmente combattiva e… veloce. Veloce abbastanza per lasciarsi alle spalle tutte le rivali e, così, conquistare il primo oro a cinque cerchi della carriera (dopo l’argento nel gigante di Pechino 2022 e i bronzi nel gigante e nella combinata a Pyeongchang 2018 e ancora in Cina quattro anni fa). Alle spalle della Brignone si è piazzata l’ottima francese Romane Miradoli (+0”41), che ha preceduto, anche lei felicissima, l’austriaca Cornelia Hütter (+0”52). Grande delusione, invece, per Sofia Goggia, Ester Ledecka ed Emma Aicher, tutte “rimbalzate” da un tracciato nervoso e da affrontare con attenzione. E grande delusione pure per le rossocrociate, arrivate alla gara con ambizioni di medaglia e invece, rallentate dalle troppe imprecisioni, finite lontanissime dal podio.
La migliore, tra le elvetiche, è stata Malorie Blanc, che ha tagliato il traguardo con ben 1”24 di ritardo dalla vincitrice. Più indietro Corinne Suter (+1”39) e Delia Durrer (+2”54). Non è invece arrivata alla fine Janine Schmitt.








