Maxi contributo per le vittime del rogo di Crans-Montana? C'è chi dice no

Sono tante le voci contrarie alla proposta del Consiglio federale. «Oltre ai proprietari, le mancanze sono imputabili, in caso, al Comune e al Cantone»
BERNA - Il Consiglio federale intende introdurre un «contributo di solidarietà» per le vittime dell’incendio di Crans-Montana, una misura senza precedenti a livello federale in caso di "catastrofe incendiaria".
Le cifre - Le cifre non sono ancora ufficiali, ma, stando a quanto riporta il Tages-Anzeiger, a Berna si parla di importi compresi tra i 10'000 e i 70'000 franchi a persona. Il progetto di legge sarà presentato il 25 febbraio e dovrebbe essere approvato dal Parlamento in procedura d’urgenza ai primi di marzo. Il contributo si aggiungerebbe agli aiuti ordinari alle vittime e al pagamento immediato di 10'000 franchi già previsto dal Canton Vallese.
Le critiche - Tuttavia, crescono le critiche, anche nella Svizzera romanda e nello stesso Vallese. Il consigliere nazionale PLR Philippe Nantermod si dichiara scettico sulla necessità di una legge federale urgente e sostiene che l’intervento immediato della Confederazione non sia indispensabile: a suo avviso, dovrebbero essere innanzitutto i responsabili dell’incendio a risarcire i danni.
La responsabilità è del Cantone - Nantermod, che come avvocato rappresenta la famiglia di una persona gravemente ferita, rivendica una posizione di principio: da liberale, afferma di difendere la responsabilità individuale. Se una "responsabilità pubblica" dovesse essere accertata, essa riguarderebbe piuttosto il Canton Vallese. Un intervento federale, aggiunge, rischierebbe di alleggerire gli obblighi delle assicurazioni.
Un gesto "distensivo" verso l'Italia? - Anche Vincent Maître, consigliere nazionale del Centro e avvocato ginevrino, esprime forte scetticismo. Teme che si crei una disparità rispetto ad altre vittime di tragedie simili e parla di un precedente problematico: in futuro la Confederazione dovrebbe forse intervenire in ogni caso di valanga o disastro? Secondo Maître, le eventuali mancanze riguardano il Comune di Crans-Montana e il Cantone, non la Confederazione. Egli sospetta inoltre che il governo voglia inviare un segnale politico, anche nei confronti dell’Italia, dopo che tra le oltre 150 vittime figurano numerosi cittadini stranieri.
L'apertura da parte del fronte borghese - Sorprendentemente, alcuni esponenti dei partiti borghesi della Svizzera tedesca si mostrano più favorevoli alla misura. Benjamin Mühlemann, co-presidente del PLR, considera positivo un gesto di solidarietà, ricordando il sostegno medico offerto dai Paesi vicini subito dopo la tragedia. Anche la capogruppo del Centro Yvonne Bürgin si dice aperta a un contributo federale, purché non sollevi le assicurazioni dalle proprie responsabilità. L’incendio, afferma, è un evento straordinario e la Svizzera deve dimostrare di saper reagire con rapidità.



