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«È importante che le donne ticinesi sappiano di poter essere curate qui»

Cosa sono i mandati di Medicina altamente specializzata all'EOC, per trattare tumori ginecologici complessi che vengono diagnosticati sempre più spesso. Ne parliamo con il primario Andrea Papadia.
«È importante che le donne ticinesi sappiano di poter essere curate qui»
Davide Giordano Tio/20min
«È importante che le donne ticinesi sappiano di poter essere curate qui»
Cosa sono i mandati di Medicina altamente specializzata all'EOC, per trattare tumori ginecologici complessi che vengono diagnosticati sempre più spesso. Ne parliamo con il primario Andrea Papadia.

LUGANO - Dal 1° gennaio 2026 l’Ente Ospedaliero Cantonale, all’Ospedale Civico di Lugano, è ufficialmente centro di riferimento per due ambiti di medicina altamente specializzata (MAS) in ginecologia oncologica. Si tratta del trattamento chirurgico dei tumori dell’ovaio, della tuba e del peritoneo da una parte, e dei tumori della cervice, della vulva e della vagina dall’altra.

Ne parliamo con il dottor Andrea Papadia, primario del Servizio di ginecologia e ostetricia dell’Ospedale regionale di Lugano, professore ordinario presso l’Università della Svizzera italiana, direttore medico del Dipartimento di ginecologia e ostetricia dell’Ente Ospedaliero Cantonale e specialista in ginecologia ostetricia e ginecologia oncologica.

Che cosa si intende quando si parla di Medicina altamente specializzata? «Quando parliamo di medicina altamente specializzata, parliamo di patologie la cui cura è particolarmente complessa», spiega Papadia. «Normalmente la pianificazione ospedaliera è di competenza cantonale. Tuttavia, i 26 cantoni svizzeri si sono accordati per stabilire che determinate patologie, particolarmente complesse, debbano essere gestite a livello federale.»

Queste patologie devono avere caratteristiche precise: «Devono essere rare, avere un’alta potenzialità per quanto riguarda lo sviluppo e l’innovazione, richiedere cure particolarmente complesse dal punto di vista tecnico e necessitare di strutture altamente organizzate per essere trattate adeguatamente.»

Dal 2009 l’attribuzione dei mandati per queste patologie è stata demandata alla Confederazione: «Attraverso organi tecnici e scientifici vengono stabiliti quali siano le patologie e i criteri per definire dove sia opportuno trattarle. È quindi la Confederazione ad attribuire i mandati.»

Nel caso di Lugano, questi riguardano due gruppi di tumori ginecologici. «Parliamo dei tumori dell’ovaio, della tuba e del peritoneo, che sembrano diversi ma vengono considerati un unicum, e dei tumori della cervice, della vulva e della vagina.»

Non tutti gli ospedali svizzeri hanno ottenuto questi riconoscimenti: «Per il trattamento del tumore dell’ovaio, della tuba e del peritoneo solo 16 ospedali in tutta la Svizzera hanno ricevuto il mandato; per il secondo gruppo, quello della cervice, vulva e vagina, soltanto 9». Va inoltre specificato che gli ospedali che non hanno ottenuti questi mandati, non sono autorizzati a trattare queste patologie.

Un risultato che rappresenta «sicuramente qualcosa di molto importante per tutto il Canton Ticino», sottolinea il primario. «Permette alla popolazione ticinese con una di queste patologie di poter essere trattata in Ticino presso l’Ospedale Regionale di Lugano ».

Negli ultimi anni si registra un aumento generale delle diagnosi oncologiche. «In ambito gineco-oncologico, l’aumento riguarda soprattutto i tumori dell’endometrio, patologie associate anche all’obesità, il collegamento - in questo senso - è quindi semplice».

Diversa la situazione per altri tumori. «Per quanto riguarda il tumore della cervice, si tratta di un tumore raro e particolarmente raro in Svizzera, dove da sessant’anni esiste una prevenzione secondaria tramite screening con Pap test e, più recentemente, primaria tramite la vaccinazione. Questo ha portato a una riduzione importante delle nuove diagnosi».

In Svizzera si registrano circa 250 nuovi casi all’anno, contro circa mezzo milione a livello mondiale. «Questo dimostra che la prevenzione funziona», ribadisce Papadia.

Per il tumore dell’ovaio, invece, il problema è diverso: «L’incidenza è abbastanza stabile, ma purtroppo non esiste uno screening efficace. È bene andare dal ginecologo per i controlli, ma non deve passare l’idea che questo sia una forma di prevenzione per il tumore dell’ovaio, perché purtroppo non lo è.»

La diagnosi precoce si basa soprattutto sull’attenzione ai sintomi: «Spesso sono malattie che crescono lentamente e si manifestano con disturbi vaghi, come dolori addominali persistenti. La maggior parte dei mal di pancia non ha nulla a che fare con un tumore dell’ovaio, ma se un dolore compare e persiste per alcune settimane è importante fare una valutazione ginecologica.»

Una malattia come questa comporta inevitabilmente un forte impatto emotivo: «Porta con sé un carico molto importante e non coinvolge solo la persona che sviluppa la malattia, ma tutta la famiglia.»

Anche in questo senso il mandato MAS ha un valore concreto: «Una donna ticinese che dovesse sviluppare una malattia di questo tipo non deve andare oltre Cantone per farsi trattare, magari in una lingua diversa e lontano dai propri affetti.»

L’assistenza non è solo chirurgica: «Collaboriamo con psicologhe oncologhe e offriamo a tutte le donne con una diagnosi oncologica un eventuale supporto psicologico, qualora lo richiedano.»

E la cura è sempre multidisciplinare: «La MAS ha una valenza puramente chirurgica, ma noi non lavoriamo da soli. Attorno a noi sono oncologi medici, radioterapisti, patologi, radiologi, radiologi interventisti. È un team che collabora in maniera strutturata, organizzata, trasparente e professionale».

L’attribuzione dei mandati MAS, però, non solo non è automatica ma non è nemmeno definitiva: «Entrambi questi mandati sono stati attribuiti con oneri particolari: dobbiamo garantire un certo volume di casi nei prossimi anni», spiega Papadia.

Il percorso è stato lungo: «Gli ospedali che desideravano ottenere questo mandato hanno fatto richiesta nel 2020. Nel 2021 è stato comunicato il risultato, ma i mandati entrano in vigore solo ora perché gli ospedali che non li hanno ricevuti hanno presentato ricorso. I ricorsi sono stati analizzati confermando poi il risultato finale.»

Nel frattempo, il nostro servizio ha rafforzato la sua offerta in questo settore, il che ha permesso di coltivare una rete di collaborazioni: «Abbiamo lavorato molto con i medici del territorio, con i ginecologi, i medici di base e gli oncologi medici. Abbiamo generato una rete che ha portato a incrementare il numero di casi trattati e che dovrebbe consentire di superare questa verifica che avverrà fra due anni senza problemi».


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