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VALLESE

Il negozio smentisce Moretti: «Quei pannelli all'epoca non li vendevamo»

Hornbach smentisce la vendita dei pannelli fonoassorbenti nel 2015, mentre emergono interrogativi sulle condizioni d’uso e la loro infiammabilità.
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Il negozio smentisce Moretti: «Quei pannelli all'epoca non li vendevamo»
Hornbach smentisce la vendita dei pannelli fonoassorbenti nel 2015, mentre emergono interrogativi sulle condizioni d’uso e la loro infiammabilità.

CRANS-MONTANA - Al centro delle indagini sull'incendio del Le Constellation vi sono, tra le altre cose, i pannelli di schiuma fonoassorbenti che, come noto, hanno contribuito alla propagazione dell'incendio costato la vita a 41 persone.

Ascoltato nel procedimento penale volto a stabilire le responsabilità della tragedia avvenuta la notte di Capodanno a Crans-Montana, Jacques Moretti ha dichiarato alla polizia di aver rimosso personalmente la vecchia schiuma e di averla sostituita con quella nuova acquistata da Hornbach, a Riddes (VS) nel 2015.

Per far luce su questo dettaglio, il 14 gennaio la Procura vallesana ha intimato al negozio di articoli per bricolage di fornire, entro dieci giorni, il catalogo dei «pannelli isolanti acustici in schiuma venduti nel 2015», anno in cui Moretti ha effettuato lavori di ristrutturazione del suo bar.

«Non li vendevamo» - Hornbach - riferisce oggi Le Temps - ha risposto tramite il proprio studio legale. Ciò che ha dichiarato agli inquirenti smentisce quanto detto da Moretti: i suoi negozi, a quanto pare, «all'epoca non offrivano alcun pannello fonoassorbente nella loro gamma di prodotti». Questi sono stati resi disponibili solo a partire dalla fine di marzo 2016.

Inoltre, il rivenditore non ha trovato traccia dell’acquisto indicato da Moretti. Il registro fornito alla Procura, però, non include gli acquisti effettuati in negozio da clienti non registrati o che non hanno aperto un ordine. Moretti ha dichiarato di aver creato un account cliente solo nel 2024 o nel 2025. Ma risultano invece a suo carico altri acquisti risalenti già all’autunno 2015.

Conforme, ma «altamente infiammabile» - Per quanto riguarda la schiuma, l’azienda svizzera si è rivolta a due produttori per ottenere le specifiche tecniche del prodotto. Nel termine concesso dal Ministero pubblico non è però riuscita a stabilire quale delle due versioni fosse disponibile sugli scaffali a partire dal 2016. Sono state quindi fornite le informazioni relative a entrambi i produttori: il belga Noma Acoustic e il tedesco Softpur. Le caratteristiche dei due prodotti risultano simili: si tratta di una schiuma flessibile alveolare in poliuretano che si incendia a partire da circa 405 °C. Il prodotto, di colore antracite e con caratteristiche rimaste invariate tra il 2015 e il 2024, è conforme alle norme di certificazione LGA, che testano in particolare qualità e sicurezza dei beni di consumo.

Tuttavia, questi prodotti sono classificati M4 secondo la normativa francese, categoria che corrisponde alla velocità di propagazione del fuoco più elevata: risultano quindi «facilmente infiammabili», secondo un decreto del governo francese del 2002. La schiuma compare anche nelle norme statunitensi relative agli interni dei veicoli, con una classificazione analoga.

Condizioni d’uso modificate? - Sempre il 20 gennaio, Jacques Moretti ha dichiarato agli inquirenti di essere «andato da Hornbach» spiegando di aver bisogno di una schiuma acustica da installare nel seminterrato di un esercizio pubblico. «Mi hanno consigliato quella», ha assicurato, precisando che anche la colla utilizzata per fissarla al soffitto proveniva dallo stesso negozio.

A questo proposito, l’avvocato ginevrino Me Grégoire Rey ha esaminato nel dettaglio le condizioni d’uso della schiuma riportate sul sito internet del rivenditore, osservando che tali articoli risultano etichettati come «altamente infiammabili». Citato da Watson, il 16 gennaio scriveva su Facebook: «Guardando più attentamente negli archivi del sito internet di Hornbach, si constata che questa descrizione è stata appena modificata. Ognuno ne tragga le conclusioni che ritiene opportune». Per sostenere tale affermazione, l’avvocato si è basato su Wayback Machine, uno strumento di archiviazione dei siti pubblici che consente di visualizzare l’evoluzione di una pagina nel tempo.

La schiuma venduta da Hornbach resta dunque avvolta in un fitto mistero.

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