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BELLINZONA

La neve che tentò di stendere il Rabadan

Nel 2006, a pochi giorni dall'inizio dei bagordi, una pesante nevicata fece crollare il capannone in Piazza del Sole. Fu una corsa contro il tempo per rimettere tutto in piedi in tempo per l'apertura del carnevale
Ti-Press
La neve che tentò di stendere il Rabadan
Nel 2006, a pochi giorni dall'inizio dei bagordi, una pesante nevicata fece crollare il capannone in Piazza del Sole. Fu una corsa contro il tempo per rimettere tutto in piedi in tempo per l'apertura del carnevale

BELLINZONA - L'edizione appena archiviata del Carnevale Rabadan, la numero 163, ha sorriso alla sua storia. Tra i complici dell'ottima riuscita, con numeri da record, soprattutto pensando al popolatissimo corteo mascherato di domenica scorsa, c'è stato sicuramente anche il meteo favorevole. Non fu così dieci anni fa, quando freddo e neve convinsero molti a restarsene a casa. E dieci anni prima, la neve riuscì quasi nell'impresa di fare peggio.

Nell'inverno del 2006, infatti, la neve in Ticino non si rese protagonista solamente della storica nevicata di fine gennaio. Trascorso poco meno di un mese da quei giorni, la stessa tornò infatti a reclamare un posticino al centro delle cronache quando, nella notte tra domenica 19 e lunedì 20 febbraio, a pochi giorni dall'inizio dei bagordi del Rabadan (e forse prendendo un po' troppo alla lettera il fatto che in quel periodo dell'anno "ogni scherzo vale"), fece crollare su sé stesso il capannone del carnevale in Piazza del Sole.

Pesante e bagnata, la neve caduta quella domenica ebbe la meglio sulla forza dei tiranti e dei contrappesi chiamati a sostenere il corpo del capannone che sarebbe stato ultimato a breve. Fu sufficiente una decina, abbondante, di centimetri, per far venire giù tutto. Fortunatamente, nessuno si fece male. Ma all'indomani del crollo, ci fu chi si chiese se quanto accaduto quella notte sarebbe potuto succedere, con ben altre, immaginabili, conseguenze, nel pieno della festa.

A sgomberare il tavolo da quel dubbio, fu l'allora presidente del comitato Rabadan, Decio Cavallini, spiegando che durante i giorni del regno cittadino di Re Rabadan, i riscaldamenti accesi all'interno dei capannoni avrebbero provveduto a far sciogliere la neve che si depositava al di sopra dei tendoni, senza che nessuno potesse accorgersi di nulla. E la prova e che, a cedere sotto l'immacolata coltre quella notte, fu la sola struttura che non era stata riscaldata a dovere. E non senza innescare un'accesa polemica su chi fosse il responsabile; oltre a costringere gli organizzatori a una proverbiale corsa contro il tempo per rimettere in piedi il padiglione entro il giovedì successivo. Impresa che, ovviamente - anche se con qualche inevitabile rinuncia rispetto a quelli che erano i, più ambiziosi, progetti iniziali -, fu portata a compimento.

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