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Quei ritocchini a portata di social

Social e chirurgia estetica: il ruolo degli influencer nell'aumento di richieste estreme tra i giovani. Il chirurgo Meoli avverte: «I trattamenti estetici non sono un gioco».
Quei ritocchini a portata di social
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Quei ritocchini a portata di social
Social e chirurgia estetica: il ruolo degli influencer nell'aumento di richieste estreme tra i giovani. Il chirurgo Meoli avverte: «I trattamenti estetici non sono un gioco».

SAVOSA - Botox, filler, rinoplastica: le pagine dei social sono ormai invase da sedicenti influencer che promuovono con leggerezza la chirurgia estetica. Un bombardamento tale da spingere anche chi un tempo veniva considerata una “bellezza naturale” a percepirsi… imperfetta. Labbra sottili, zigomi poco marcati, nasi non abbastanza dritti o all’insù: sembra quasi che i volti - soprattutto quelli femminili - così come li ha fatti madre Natura non siano più «di moda». Un fenomeno che si riflette direttamente sulle richieste che arrivano negli studi medici.

Lo conferma il chirurgo plastico Martino Meoli ai microfoni di Tiotalk: «I giovani si presentano con aspettative irrealistiche. Sui social, tra filtri ed effetti speciali, vengono mostrati corpi e volti distorti. Il nostro compito, come medici, è riportare la discussione su un piano clinico e proporre trattamenti adeguati e sicuri».

Le richieste più frequenti riguardano labbra molto ingrossate, zigomi marcati e mandibole eccessivamente delineate. «Spesso i social spingono verso l’estremo, ma l’estremo non è mai naturale né bello. Il nostro obiettivo è sempre ottenere risultati armoniosi e naturali». Tra i casi più eclatanti, racconta Meoli, una giovane donna di 22-23 anni, già con labbra vistose, che voleva aumentarle ulteriormente dopo aver visto dei video in cui apparivano più attraenti grazie a particolari luci. «È una richiesta che va categoricamente rifiutata».

Il medico spiega che il rifiuto passa attraverso un dialogo chiaro: «Si illustra clinicamente e anatomicamente perché le labbra non possono essere eccessivamente voluminose, si spiegano i pericoli e si motiva perché sia meglio evitare il trattamento. La maggior parte dei giovani capisce e accetta le ragioni». Tuttavia, il rischio che il paziente si rivolga ad altri rimane. «Può sempre rivolgersi a chi è disposto a farlo, ma il mio appello ai colleghi è di rifiutare questi interventi per non aumentare i rischi».

Saper valutare la ponderatezza della richiesta è essenziale. «I rischi derivanti dalla chirurgia estetica sono spesso sottovalutati», continua Meoli. «Non è come comprare una bevanda al supermercato: ogni trattamento può comportare complicazioni durature e richiede un follow-up medico. Purtroppo, sui social molti trattamenti vengono banalizzati, quasi come un gioco». Anche le iniezioni apparentemente “banali” possono avere conseguenze: arrossamenti, sanguinamenti, asimmetrie, infezioni o, in alcuni casi, cicatrici permanenti.

Rivolge, infine, un messaggio a chi è bombardato quotidianamente da queste immagini: «È importante essere critici: i social mostrano una realtà distorta. I trattamenti estetici comportano rischi reali. La bellezza e il valore personale non dipendono dai likes o dalle visualizzazioni: trovare autostima e riconoscere il proprio valore al di fuori dei social è fondamentale».

Guarda l'intervista integrale e gli altri episodi di TioTalk su Tio.ch, oppure sul nostro canale YouTube.

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