«Al mio posto sarebbe dovuto arrivare Felipe Melo...»

Jonathan Sabbatini ha deciso di raccontarsi a Tio Talk: «Torno molto volentieri a Cornaredo, voglio un mondo di bene al club».
Jonathan Sabbatini ha deciso di raccontarsi a Tio Talk: «Torno molto volentieri a Cornaredo, voglio un mondo di bene al club».
LUGANO - È una colonna del calcio ticinese: Jonathan Sabbatini non ha bisogno di tante presentazioni. Nei giorni scorsi ha deciso di raccontarsi a Tio Talk, mettendosi a nudo senza alcun filtro. Perché lui è così: spontaneo. Tanti i temi toccati: dal Taverne - sua attuale squadra - alla sua lunga ed emozionante avventura a Lugano lunga dodici anni passando per molti aneddoti.
«Torno molto volentieri allo stadio di Cornaredo, voglio un mondo di bene al club. Non sono solo io tifoso del Lugano, ma anche mio figlio. Ho tanti amici che giocano ancora per il FCL, come Mattia Bottani con cui mi sento quasi tutti i giorni. Ma non parliamo solo di calcio».
Un'avventura - quella sulle rive del Ceresio - che era già stata vicina al capolinea quando Renzetti aveva venduto (per qualche ora) il club a Thyago Rodrigo De Souza e a Giammarco Valbusa, prima della marcia indietro... «Esattamente. Quando era arrivata una nuova proprietà pronta a subentrare, volevano cambiare subito ed ero stato informato che al mio posto sarebbe dovuto arrivare Felipe Melo. C'era Celestini a Lucerna che mi voleva e c'era già l'accordo, dovevo solo firmare. Ma poi improvvisamente a Lugano è saltata la trattativa ed è tornato Renzetti e alla fine anch'io non mi sono mosso. La mia idea, infatti, era sempre quella di rimanere e Lugano: in tutta la mia carriera il club bianconero è sempre stato la mia priorità».
Un aneddoto del quale ancora oggi Sabbatini sorride soltanto al pensiero... «Era l'anno in cui salimmo in Super League ed eravamo in trasferta. Ricordo quando Francesco Russo, per una scommessa, è andato al tavolo dello staff tecnico servendosi del vino che stavano bevendo i membri dello staff tecnico. Non avremmo mai pensato che ci sarebbe andato e siamo rimasti tutti a bocca aperta... Com’è andata a finire? È calato il silenzio in sala, il Mister non sapeva cosa fare. Livio ha poi sbroccato».
Sul futuro qualche idea c'è, ma il 37enne vuole godersi il momento e tenere aperte più strade: «Ho un contratto di due anni a Taverne con la possibilità di prolungare di un'altra stagione, se il fisico lo consentirà. Sto seguendo il corso di allenatore, attualmente sono giunto all'Uefa B. Ma non so dire se farò questo, oggi ho ancora la testa da giocatore e mi riesce difficile pensare a un altro ruolo. Allenare è inoltre molto più impegnativo che giocare... È anche per questo motivo che in passato non ho accettato l'offerta del Lugano: da una parte non sapevo se sarei stato pronto, dall'altra non mi sentivo ancora di fare questo passo. In aggiunta, al di fuori del calcio, sto approfondendo il mondo finanziario: tutto è iniziato per delle questioni finanziarie extra-calcio non belle che mi sono successe in passato».




