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BELLINZONA

200 "maranza" allontanati dal Rabadan: «Operazione discriminatoria»

L'Mps chiede spiegazioni al Municipio di Bellinzona sulle pratiche di sicurezza durante il carnevale.
TiPress
Fonte red
200 "maranza" allontanati dal Rabadan: «Operazione discriminatoria»
L'Mps chiede spiegazioni al Municipio di Bellinzona sulle pratiche di sicurezza durante il carnevale.

BELLINZONA - Le dichiarazioni rilasciate dal presidente del Rabadan, Giovanni Capoferri, a "LaRegione" il 19 febbraio scorso, hanno fatto storcere il naso ai due membri dell'Mps Martino Colombo e Matteo Pronzini. Attraverso un’interpellanza, depositata oggi, chiedono spiegazioni al Municipio di Bellinzona «riguardo ad alcune pratiche di sicurezza adottate durante l'ultima edizione del Carnevale (ma forse anche negli anni precedenti)».

Capoferri aveva infatti spiegato che il servizio d'ordine era "preparato a intercettare determinati elementi", identificati come "maranza", riconoscibili da una specifica tenuta (vestiti scuri, giubbotto, cappuccio, passamontagna).

Duecento di queste persone sono state accompagnate ed espulse dall'area del carnevale, non per il loro abbigliamento in sé, ma perché sprovviste di biglietto.

Secondo l'Mps «la logica descritta è chiara: prima si identifica un gruppo sulla base dell'aspetto esteriore definito a priori "problematico", indipendentemente da qualsiasi comportamento contrario al regolamento, e solo in seguito si verifica la regolarità del titolo d'accesso».

E ancora: «Questo modus operandi appare come una chiara azione di profilazione (profiling), potenzialmente arbitraria e discriminatoria, basata unicamente sull'abbigliamento e percezioni».

Pronzini e Colombo puntano il dito contro la giustificazione («che appare strumentale e contraddittoria») dell'espulsione fornita dal Rabandan. «È noto a tutti che, al momento della chiusura dei varchi di entrata, numerose persone si trovano già all'interno del perimetro del Carnevale e che molte di queste non hanno acquistato il biglietto. Pur capendo che la tattica di "entrare prima" può potenzialmente causare perdite finanziarie all'organizzazione (causa mancata vendita di biglietti di entrata), essa è legittima e praticata da tante persone, e il fatto che il servizio d'ordine abbia deciso e si sia preparato a controllare selettivamente solo gli individui vestiti in un certo modo, ignorando tutti gli altri potenzialmente privi di biglietto, non fa che confermare la natura discriminatoria dell'operazione. La mancanza del biglietto è diventata il pretesto per allontanare persone prese di mira unicamente per il loro aspetto, secondo criteri non trasparenti e consolidati».

Le domande al Municipio:

1. Il Municipio è in grado di indicare su quali criteri oggettivi e verificabili la Società Rabadan ha deciso di identificare e controllare sistematicamente persone vestite in un determinato modo? Questa categorizzazione è stata preventivamente discussa e approvata dal Municipio?

2. Le affermazioni del Presidente Capoferri circa una "problematicità di fondo" associata a queste persone, definite "maranza", e l'idea che il loro allontanamento abbia "ridotto il rischio di pestaggi e risse" sono supportate da dati statistici concreti condivisi con il Municipio?

3. Oppure, considerato che il numero di diffide risulta stabile negli anni, se non in diminuzione, come si giustifica l'adozione di misure di profilazione così mirate? Non si tratta piuttosto di un'opinione personale del Presidente e della Società Rabadan, non corroborata da elementi oggettivi?

4. Il Municipio, in qualità di autorità che concede l'autorizzazione, come valuta questa palese azione di profilazione? Ne era a conoscenza? È prassi che gli organizzatori di eventi che si svolgono sul territorio cittadino prendano di mira persone in base al loro abbigliamento?

5. Quale specifica base legale comunale, cantonale o federale, o disposizione del Regolamento di Sicurezza autorizza un servizio d'ordine privato a fermare e controllare individui unicamente per il loro aspetto esteriore, senza alcun sospetto fondato di reati o infrazioni commesse o imminenti o di violazioni alle leggi o al Regolamento stesso?

6. Il Municipio non ritiene che tale procedura di profilazione, basata su stereotipi e applicata durante il Carnevale (evento per definizione legato al travestimento), costituisca una pratica discriminatoria e arbitraria, in violazione dei fondamentali sanciti dalla Costituzione federale (art. 8 e art. 10 Cost. fed.)?

7. Dato che molte persone si trovano già nell'area della manifestazione prima del suo inizio ufficiale, il Municipio non ritiene che l'applicazione selettiva della regola sul"titolo di accesso valido"solo a persone profilate per il loro abbigliamento rappresenti un'ulteriore prova del carattere discriminatorio e pretestuoso di tali controlli?

8. Il Municipio intende intervenire presso la Società Rabadan per chiedere una revisione del suo Regolamento di Sicurezza, affinché sia esplicitamente vietata qualsiasi forma di profilazione basata sull'aspetto e siano chiarite le condizioni che legittimano un controllo da parte di agenti privati in assenza di sospetto di infrazioni?

9. Quali misure intende adottare il Municipio per garantire che in futuro l'ordine pubblico durante le manifestazioni sul proprio territorio sia gestito nel pieno rispetto dei diritti fondamentali di tutti, prevenendo derive discriminatorie da parte degli organizzatori?

10. Con riferimento al Regolamento di Sicurezza, può il Municipio chiarire: In base a quali criteri oggettivi una persona può essere definita "indesiderata", e le si può quindi vietare l'accesso, rispettivamente può essere espulsa dalla manifestazione, e da chi viene presa tale decisione? Esiste un quadro normativo che regola la collaborazione tra il servizio d'ordine privato e la Polizia (cantonale e/o comunale) per l'identificazione di persone "conosciute per aver commesso reati gravi"? Chi segnala queste persone? In base a quali criteri? Come viene garantita la protezione dei dati personali in questo contesto?

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