Caso Hospita, ecco chi sono i tre periti scelti dalla CPI

La decisione della Commissione parlamentare d'inchiesta sul caso Hospita: sono il professore Baggini e gli avvocati Piffaretti-Lanz e Ponti
BELLINZONA - Un esperto in diritto amministrativo e due avvocati penalisti. La commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Hospita ha deciso di avvalersi di tre periti.
Ecco chi sono e il loro curriculum. Il primo perito, Giovanni Biaggini, è professore emerito all'Università di Zurigo, già titolare della cattedra di diritto costituzionale e amministrativo. In qualità di esperto ha lavorato, tra l'altro, per l'Assemblea costituente del Cantone di Zurigo (dal 2002 al 2005), per le Commissioni della gestione delle Camere federali nell'ambito dell'ispezione «Indiscrezioni sugli affari del Consiglio federale concernenti la pandemia di COVID-19» (2023) e per la Commissione parlamentare d'inchiesta «Gestione delle autorità – fusione d'urgenza Credit Suisse» (2024). Il Professore Giovanni Biaggini è inoltre autore di un commentario sulla Costituzione federale (2a edizione, Zurigo 2017) e di numerose altre pubblicazioni nel campo del diritto pubblico.
Il secondo perito, l'avvocata Francesca Piffaretti – Lanz ha conseguito il brevetto nel 2009, ha svolto 10 anni al servizio della Magistratura cantonale in qualità di Procuratrice Pubblica per i reati economico – finanziari, e, dal 2022, è tornata alla libera professione. Dal 2022, Piffaretti – Lanz è anche vicepresidente del Consiglio dell'Autorità di vigilanza sull'esercizio delle professioni di fiduciario. Nel 2023, Piffaretti – Lanz è stata eletta dal Parlamento quale membro della Commissione di esperti per l'elezione dei Magistrati, responsabile appunto dell'esame e del preavviso delle nuove candidature in seno alla Magistratura.
Il terzo perito, l’avvocato Ponti ha conseguito il brevetto nel 2002 e dal 2005 vanta anche la specializzazione in criminologia. Dallo stesso anno l'avv. Ponti è libero professionista, attivo prevalentemente in ambito penale, oltre che docente di criminologia per gli agenti di custodia in formazione. Dal 2007 al 2010, l'avv. Ponti è stato Giudice supplente dell'applicazione della pena, fino all'abolizione della funzione sostituita con quella del Giudice delle misure coercitive. Dal 2020 è membro della Commissione per l'esame dei detenuti pericolosi. L'avv. Ponti è anche autore di diverse pubblicazioni.
Il 26 gennaio, dopo una discussione fiume (intervallata però da diverse pause), con 66 voti il Gran Consiglio ha dato il suo via libera all’istituzione della Commissione parlamentare d’inchiesta - la quarta nella storia del Ticino - sul caso Hospita e le sue implicazioni istituzionali e politiche. Con l’approvazione dell’emendamento dei Verdi Liberali, i componenti della CPI sono 6: la presidente Natalia Ferrara (PLR), Giuseppe Cotti (Il Centro), Maurizio Canetta (PS), Andrea Giudici (UDC), Samantha Bourgoin (Verdi) ed Evaristo Roncelli (Avanti con Ticino e Lavoro).
Il dossier Hospita
Per ricomporre i pezzi del caso Hospita-Lega, iniziamo dalla fine. Lo scorso ottobre si è chiusa l’inchiesta a carico di Eolo Alberti, ex granconsigliere della Lega e sindaco di Bioggio. Alberti dovrà comparire alla sbarra per rispondere, assieme all’ex contabile di Hospita, di appropriazione indebita, amministrazione infedele aggravata, falsità in documenti e truffa.
Sono invece sfociati in un decreto di abbandono gli accertamenti del Ministero pubblico a carico del dottor Claudio Camponovo e dell'ex esponente leghista Sabrina Aldi.
Queste sono le conseguenze giudiziarie che riguardano i protagonisti del caso Hospita. Sul piano politico, invece, la vicenda tocca in modo particolare il consigliere di Stato Norman Gobbi, che aveva affidato all’avvocato Enea Petrini (ex deputato del movimento) un’indagine privata su Eolo Alberti. Un rapporto, la cui esistenza era stata inizialmente negata, discusso poi con i quadri della Lega.
Oltre a Gobbi, anche l’ex granconsigliera leghista Sabrina Aldi (che nel frattempo ha abbandonato il movimento) era finita nell’occhio del ciclone. La ragione? Aver appoggiato la nomina di Alvaro Camponovo a procuratore pubblico, mentre suo padre, Claudio Camponovo, ricopriva l’incarico di direttore sanitario di Hospita, società presso la quale la stessa Aldi era impiegata.
Ed è proprio questo l’aspetto principale che la CPI dovrà chiarire: c’è stato uno scambio di favori che ha portato a nomine politiche e in Magistratura?



