Cerca e trova immobili
CANTONE

Caso Hospita, via libera alla Commissione parlamentare d’inchiesta

Appprovato il rapporto di maggioranza. La CPI sarà composta da 6 membri.
Ti-Press
Caso Hospita, via libera alla Commissione parlamentare d’inchiesta
Appprovato il rapporto di maggioranza. La CPI sarà composta da 6 membri.

BELLINZONA - Dopo una discussione fiume (intervallata però da diverse pause), con 66 voti il Gran Consiglio ha dato il suo via libera all’istituzione della Commissione parlamentare d’inchiesta - la quarta nella storia del Ticino - sul caso Hospita e le sue implicazioni istituzionali e politiche. Approvato, quindi, il rapporto di maggioranza.

I nodi - Due, in estrema sintesi, i nodi sostanziali su cui la CPI dovrà fare luce. C’è l’inchiesta privata commissionata dalla Lega, coordinata allora da Norman Gobbi, all’avvocato Enea Petrini (ex deputato del movimento e componente del Cda di BancaStato) su Eolo Alberti e l’azienda sanitaria Hospita.

Scambio di favori? - Oltre a Gobbi, anche l’ex granconsigliera leghista Sabrina Aldi era finita nell’occhio del ciclone. La ragione? La nomina di Alvaro Camponovo a procuratore pubblico, mentre suo padre, Claudio Camponovo, ricopriva l’incarico di direttore sanitario di Hospita, società presso la quale la stessa Aldi era impiegata. Ed è proprio questo l’aspetto principale che la CPI dovrà chiarire: c’è stato uno scambio di favori che ha portato a nomine politiche e in Magistratura?

Saranno 6 i componenti - Con l’approvazione dell’emendamento dei Verdi Liberali, i componenti della CPI saranno 6. I candidati sono Natalia Ferrara (PLR), Giuseppe Cotti (Il Centro), Maurizio Canetta (PS), Andrea Giudici (UDC), Samantha Bourgoin (Verdi), Evaristo Roncelli (Avanti con Ticino e Lavoro), Massimo Mobiglia (Verdi Liberali) e Matteo Pronzini.

Sirica (PS), «il tema? La fiducia dei cittadini» - Per il relatore del rapporto di maggioranza Fabrizio Sirica (PS), il documento «non nasce né da un impulso emotivo o riflesso di parte. Il tema è la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Il Parlamento deve fare tutto ciò in suo potere per provare a chiarire ogni aspetto».

«Il caso tocca tutti e tre i poteri» - Per il granconsigliere socialista «la sottocommissione ha lavorato, raccolto elementi e chiesto audizioni, ma si è scontrata con limiti oggettivi e inviti declinati da importanti esponenti istituzionali». La CPI non si occuperò di «quisquilie partitiche. Il caso tocca tutti e tre i poteri. Con l’intrecciarsi di interessi personali, politici e di affari».

Lega: «Cagnara per danneggiare il movimento» - Di contro, la Lega, che accusava le altre forze politiche di fare solo “cagnara” per danneggiare il movimento, con il proprio rapporto ha proposto che le indagini fossero affidate a esperti riconosciuti, «non più attivi politicamente, selezionati mediante chiamata pubblica».

«Rischio processo politico travestito da indagine» - Per il relatore Daniele Piccaluga, «oggi discutiamo di che tipo di Parlamento vogliamo essere. La CPI può trasformarsi in un processo politico travestito da indagine, dove il rumore finisce per coprire i fatti».

«Verità distorta dal tifo» - Secondo l’esponente leghista, non si teme la verità, bensì «una verità distorta dal tifo, compressa nelle logiche di parte. Qui siamo di fronte a fatti che riguardano in gran parte personaggi esterni all’amministrazione cantonale».

«Il Parlamento non è un tribunale aggiunto» - Da qui la richiesta di un altro strumento “tecnico”: «Non vogliamo sovrapporci alle indagini giudiziarie. E il Parlamento non è un tribunale aggiunto. Una CPI rischia di farci parlare solo di noi stessi».

Articolo in aggiornamento

Il dossier Hospita

Per ricomporre i pezzi del caso Hospita-Lega, iniziamo dalla fine. Lo scorso ottobre si è chiusa l’inchiesta a carico di Eolo Alberti, ex granconsigliere della Lega e sindaco di Bioggio.
Alberti dovrà comparire alla sbarra per rispondere, assieme all’ex contabile di Hospita, di appropriazione indebita, amministrazione infedele aggravata, falsità in documenti e truffa.

Sono invece sfociati in un decreto di abbandono gli accertamenti del Ministero pubblico a carico del dottor Claudio Camponovo e dell'ex esponente leghista Sabrina Aldi.

Queste sono le conseguenze giudiziarie che riguardano i protagonisti del caso Hospita. Sul piano politico, invece, la vicenda tocca in modo particolare il consigliere di Stato Norman Gobbi, che aveva affidato all’avvocato Enea Petrini (ex deputato del movimento) un’indagine privata su Eolo Alberti. Un rapporto, la cui esistenza era stata inizialmente negata, discusso poi con i quadri della Lega.

Oltre a Gobbi, anche l’ex granconsigliera leghista Sabrina Aldi (che nel frattempo ha abbandonato il movimento) era finita nell’occhio del ciclone. La ragione? Aver appoggiato la nomina di Alvaro Camponovo a procuratore pubblico, mentre suo padre, Claudio Camponovo, ricopriva l’incarico di direttore sanitario di Hospita, società presso la quale la stessa Aldi era impiegata.

Ed è proprio questo l’aspetto principale che la CPI dovrà chiarire: c’è stato uno scambio di favori che ha portato a nomine politiche e in Magistratura?

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE