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Sarà una "cagnara" oppure l'opportunità per fare chiarezza?

Durante la seduta odierna il Gran Consiglio affronterà il complicato caso Hospita-Lega. Sul tavolo due proposte per una Commissione parlamentare d’inchiesta (CPI).
Ti-Press / Pablo Gianinazzi
Sarà una "cagnara" oppure l'opportunità per fare chiarezza?
Durante la seduta odierna il Gran Consiglio affronterà il complicato caso Hospita-Lega. Sul tavolo due proposte per una Commissione parlamentare d’inchiesta (CPI).

BELLINZONA - L’occhio dei tecnici o quello della politica. È con questo nodo che il caso Hospita approda oggi in aula del Gran Consiglio.

Oggetto della contesa: oltre all’istituzione (che ormai appare solo una formalità), anche e soprattutto la composizione della Commissione parlamentare d’inchiesta (CPI) che dovrà chinarsi sull’intricato dossier.

Un vaso di Pandora - E se le vicende giudiziarie restano di competenza della Magistratura, ciò che interesserà la Commissione saranno invece gli strascichi politici. O meglio, per dirla con le parole del rapporto di maggioranza della Commissione della gestione e delle finanze: «Le relazioni personali e politiche potenzialmente rilevanti ai fini dell’indipendenza della magistratura e dell’imparzialità delle nomine pubbliche».

Il vaso di Pandora, lo ricordiamo, era stato scoperchiato dall’MPS tramite un’interpellanza che richiamava l’attenzione del Governo su una serie di comportamenti, giudicati discutibili, da parte di alcuni esponenti della Lega, nel contesto del caso legato a Hospita, società attiva in ambito sanitario, e all’arresto dell’ex sindaco di Bioggio, Eolo Alberti, per malversazioni finanziarie.

Due rapporti dalla Commissione - Ma procediamo con ordine. Sono due i rapporti licenziati dalla Commissione. E difficilmente avrebbe potuto essere altrimenti.

La maggioranza della Commissione arriva in aula con una CPI formata da cinque membri, uno per ogni partito della Commissione rappresentato in Gran Consiglio (con l’esclusione della Lega che ha rinunciato a prendere parte ai lavori).

Non è tuttavia esclusa la possibilità di ricorrere a un supporto esterno. «È evidente che siamo di fronte a eventi di grande portata istituzionale e che si rende necessario uno speciale chiarimento che solo l’istituzione di una CPI può consentire di avvicinare».

Il lavoro della Sottocommissione speciale - Già perché le strade percorse in precedenza non hanno portato a niente. Prima di procedere con una CPI era stata istituita lo scorso agosto una Sottocommissione speciale che non è però stata in grado di fornire chiarimenti.

Diversi attori convocati per le audizioni di ottobre, infatti, non hanno risposto presente, rendendo di fatto impossibile una ricostruzione completa dei fatti.

Il consigliere di Stato Norman Gobbi ha declinato l’invito sostenendo di non ricoprire più il ruolo di coordinatore della Lega. Un netto rifiuto è arrivato anche dall’avvocato Enea Petrini (redattore del famoso rapporto segreto su Alberti) che ha motivato la sua scelta con il rispetto del segreto professionale. Alessandro Mazzoleni non ha risposto, mentre l'attuale coordinatore del partito di via Monte Boglia, Daniele Piccaluga, ha affermato di «non avere nulla da aggiungere».

Da qui, dunque, la necessità di una CPI. «Dagli atti parlamentari e dalla documentazione che ha potuto visionare la commissione, come il rapporto dell’Avv. Petrini, l’interrogatorio del Consigliere di Stato Norman Gobbi, l’esposto alla FINMA dell’Avv. Fornara a nome del suo cliente il Dr. Med. Camponovo, emergono temi di fondo estremamente delicati, quali potenziali relazioni personali e politiche che potrebbero aver minato l'indipendenza della magistratura e relazioni di interesse che potrebbero aver influenzato delle nomine pubbliche in un Consiglio di Amministrazione, così come comportamenti di rappresentanti istituzionali che hanno sollevato importanti interrogativi sul piano dell'etica pubblica». 

Una CPI di tecnici - La Lega, che si è chiamata fuori accusando altri di voler fare solo “cagnara” per danneggiare il movimento, ha proposto invece una commissione «verifica tecnica indipendente, formata da tre esperti riconosciuti, non più attivi politicamente» e che dovranno essere «selezionati mediante chiamata pubblica».

Non sono mancate le critiche verso la proposta dalla maggioranza della Gestione che «rischia di trasformare la CPI in un foro di contrapposizione politica» e, di riflesso, di essere «percepita da una parte della cittadinanza come una ricerca di vantaggio politico piuttosto che di verità». E questo, aggiunge il rapporto, avrebbe come conseguenza diretta quella di una «riduzione della fiducia pubblica nelle istituzioni».

Gli emendamenti dell'MPS - A margine giovedì scorso, sono giunti anche cinque emendamenti, presentati dal Movimento per il socialismo (MPS), al disegno del decreto istitutivo della CPI allegato al rapporto della maggioranza della Gestione e finanze. Per l'MPS, la Commissione oltre che su «esponenti del Governo, del Consiglio di amministrazione della Banca dello Stato del Canton Ticino, di funzionari dell’amministrazione e della Polizia», dovrà includere nell'elenco anche i magistrati.

Per quanto attiene al mandato, l'MPS chiede di estendere anche al Gran Consiglio le verifiche (art.2) delle eventuali responsabilità politiche, operative o di altra natura e di eventuali azioni od omissioni non conformi alle prescrizioni legali, alla prassi o alle direttive.

Il Movimento per il socialismo chiede inoltre di allargare la composizione della CPI a sette membri (contro i cinque, proposti dal rapporto di maggioranza) e propone Matteo Pronzini come suo esponente.

Il dossier Hospita
Per ricomporre i pezzi del caso Hospita-Lega, iniziamo dalla fine. Lo scorso ottobre si è chiusa l’inchiesta a carico di Eolo Alberti, ex granconsigliere della Lega e sindaco di Bioggio. Alberti dovrà comparire alla sbarra per rispondere, assieme all’ex contabile di Hospita, di appropriazione indebita, amministrazione infedele aggravata, falsità in documenti e truffa.

Sono invece sfociati in un decreto di abbandono gli accertamenti del Ministero pubblico a carico del dottor Claudio Camponovo e dell'ex esponente leghista Sabrina Aldi.

Queste sono le conseguenze giudiziarie che riguardano i protagonisti del caso Hospita. Sul piano politico, invece, la vicenda tocca in modo particolare il consigliere di Stato Norman Gobbi, che aveva affidato all’avvocato Enea Petrini (ex deputato del movimento) un’indagine privata su Eolo Alberti. Un rapporto, la cui esistenza era stata inizialmente negata, discusso poi con i quadri della Lega.

Oltre a Gobbi, anche l’ex granconsigliera leghista Sabrina Aldi (che nel frattempo ha abbandonato il movimento) era finita nell’occhio del ciclone. La ragione? Aver appoggiato la nomina di Alvaro Camponovo a procuratore pubblico, mentre suo padre, Claudio Camponovo, ricopriva l’incarico di direttore sanitario di Hospita, società presso la quale la stessa Aldi era impiegata.

Ed è proprio questo l’aspetto principale che la CPI dovrà chiarire: c’è stato uno scambio di favori che ha portato a nomine politiche e in Magistratura?

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