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MEDIO ORIENTE

Il rientro in Ticino sembra sempre più un miraggio: «Ora l'ansia inizia davvero a salire»

Voli annullati, comunicazioni frammentarie e aeroporti blindati all'ultimo secondo. Il ritorno di chi è rimasto bloccato negli Emirati Arabi appare un'Odissea. E intanto le esplosioni continuano.
AFP
Il rientro in Ticino sembra sempre più un miraggio: «Ora l'ansia inizia davvero a salire»
Voli annullati, comunicazioni frammentarie e aeroporti blindati all'ultimo secondo. Il ritorno di chi è rimasto bloccato negli Emirati Arabi appare un'Odissea. E intanto le esplosioni continuano.

ABU DHABI - Un foglietto infilato sotto la porta della camera d'albergo, nel cuore della notte, il risveglio e la sorpresa: «Allora si torna a casa!». Poi una discesa verso la reception - quella di un giovane locarnese bloccato, come tanti altri, a causa della guerra in Medio Oriente - che si è poi rivelata una grande delusione.

«Mi hanno detto che purtroppo il bus era già partito e che l'avevo perso», si sfoga il 26enne, «lì sono andato nel panico, mi hanno tranquillizzato dicendo che avrei ricevuto una conferma della partenza via email direttamente dalla compagnia aerea».

La (vana) corsa in aeroporto
Così, però, non è stato: «Sono tornato in reception per sicurezza e mi hanno detto: “Cosa ci fa ancora qui, deve andare subito in aeroporto!”. Sono corso in camera a fare le valigie al volo e sono partito immediatamente».

Ma una volta arrivato allo Zayed International Airport, la situazione è surreale: tutti i voli risultano nuovamente cancellati. L’accesso all’aeroporto è blindato: la polizia presidia l’ingresso e impedisce di entrare. I passeggeri vengono rimandati indietro.

«Oggi sarebbero dovuti partire almeno quindici voli da Abu Dhabi. Sono stati cancellati di nuovo, tutti quanti», spiega. «Non ci capisco più nulla. Non so quando potrò tornare a casa. E se si potrà tornare...».

Stando a quanto riportato da Etihad Airways (e non solo), fra lunedì e martedì, diversi voli sono riusciti ad abbandonare la città emiratina con destinazione Londra, Parigi, Amsterdam e Mosca.

Nella giornata di martedì è prevista una riapertura parziale, con grosse code agli ingressi e alcuni retrofront con chiusure totali dello spazio aereo. A sprazzi, però, sembrerebbe smuoversi anche in direzione della Svizzera. Stando a quanto riportato da Flightradar in totale sarebbero 12'300 i voli cancellati dall'inizio delle ostilità.

Esplosioni nella notte: «Non ci hanno nemmeno sfollati»
A rendere il clima ancora più pesante è quanto accaduto nella notte precedente. Alle tre del mattino, mentre lui e altri dormivano, nella zona sono risuonate esplosioni dovute a un nuovo bombardamento con i droni. A raccontarglielo, ormai il giorno dopo, è una coppia italiana conosciuta in albergo.

«Mi hanno detto che hanno bombardato proprio sopra di noi, vicino all’hotel. Hanno sentito i botti fortissimi, sono scesi tutti alla reception e li hanno portati nei bunker sotterranei per sicurezza. A noi invece nessuno ha detto nulla, siamo rimasti a dormire nelle nostre camere».

La sensazione, racconta, è che «la situazione stia peggiorando di ora in ora». Le informazioni sono frammentarie, le indicazioni cambiano rapidamente e la comunicazione è pressoché inesistente: «Ora l'ansia inizia davvero a salire. La cosa che pesa di più è non sapere... Non sapere quando finirà tutto questo, quando si potrà ripartire, quando potrò tornare a casa».

Aggiornamento: dopo la pubblicazione di questo articolo il giovane ticinese ha ricevuto un biglietto di ritorno, per mercoledì pomeriggio, in direzione Milano Malpensa: «Sono sollevato», ci conferma, «speriamo che anche questo non venga annullato... ma devo dire che mi hanno tolto un peso dal petto».

«A parte dare consigli di comportamento, la Confederazione nel frattempo che cosa sta facendo?», si sfoga la madre di una giovane ticinese bloccata a Dubai. «È rimasta là tutta sola e il sito del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) raccomanda di “seguire le istruzioni delle autorità locali”… Per ora è riuscita a cambiare alloggio, non si trova più nei piani più alti di un albergo».

Visto che a livello elvetico nulla si smuove, la donna ha deciso di puntare sulla doppia nazionalità della figlia: «Abbiamo scritto anche all’ambasciata italiana. Ci hanno spiegato che diversi cittadini italiani sono già stati rimpatriati con voli charter partiti dall’Oman. Hanno anche organizzato trasporti speciali dagli Emirati all’Oman. Ma la Svizzera non può fare niente del genere?».

Sempre dal sito del DFAE viene ribadito che «il DFAE non organizza alcun viaggio di ritorno dalla regione per i cittadini svizzeri», in quanto «la decisione di lasciare la regione è presa sotto la propria responsabilità e a proprie spese».

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