Era sul tetto del vagone, poi la violenta scarica lo uccide

La vittima del tragico incidente presso la stazione ferroviaria non era un addetto ai lavori. Ignoti i motivi per cui si trovava lì. E forse non era da solo.
BELLINZONA - Una persona sopra il vagone di un treno fermo. Forse è in compagnia di qualcuno. Fatto sta che resta folgorata, morendo praticamente sul colpo. Emergono nuovi dettagli sul drammatico incidente verificatosi domenica sera presso la stazione ferroviaria di Bellinzona.
Quello che appare ormai certo è che la vittima non era legata alle FFS. Non si tratta dunque di un collaboratore delle ferrovie e nemmeno di altre aziende del ramo. Una conferma in tal senso arriva anche dall'Ufficio comunicazione, media e prevenzione della Polizia Cantonale. «L'infortunio – spiega un portavoce a tio.ch – non è avvenuto in un contesto lavorativo».
Il traffico ferroviario dalle 21.45 di domenica in poi ha subito diverse perturbazioni. Solo oggi, lunedì, si inizia a comprenderne le ragioni. Anche se i lati oscuri della vicenda restano parecchi.
Una bravata? Un gesto sconsiderato? Una leggerezza? Il giorno dopo la tragedia alla stazione in tanti si fanno domande. La persona deceduta aveva poco più di 30 anni e viveva nella regione. I motivi per cui si trovava sul tetto di quel vagone sono ancora tutti da chiarire. Così come è da verificare se effettivamente con la vittima ci fosse anche una seconda persona.




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