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«Non vogliamo una stangata nascosta»

Stime immobiliari: la nuova tassa nascosta? Famiglie e imprese sul piede di guerra
Comitato «Sì alla neutralizzazione delle stime»
«Non vogliamo una stangata nascosta»
Stime immobiliari: la nuova tassa nascosta? Famiglie e imprese sul piede di guerra

BELLINZONA - Evitiamo un aumento fiscale per colpa di una revisione tecnica. Con questa spiegazione si è presentato questa mattina a Bellinzona il comitato «Sì alla neutralizzazione delle stime», composto da esponenti di UDC, PLR, Lega dei Ticinesi, Il Centro e rappresentanti del mondo economico. In una conferenza stampa hanno presentato le ragioni a sostegno dell’iniziativa popolare costituzionale volta a evitare che la revisione dei valori di stima immobiliari si traduca automaticamente in un aumento delle imposte e in una riduzione delle prestazioni sociali, di sui si andrà a votare il prossimo 14 giugno.
Secondo i promotori, il rischio è quello di una «stangata» per cittadini e imprese senza una decisione politica esplicita. «Una decisione amministrativa non può diventare una tassa senza che vi sia un dibattito politico e una scelta consapevole», ha dichiarato Paolo Pamini, consigliere nazionale UDC. Pamini ha ricordato che l’adeguamento delle stime ai valori di mercato potrebbe comportare un impatto complessivo superiore ai 430 milioni di franchi all’anno tra maggiori imposte e minori prestazioni sociali.

Il tema tocca in particolare famiglie e ceto medio. «Molti cittadini hanno costruito la propria casa con sacrifici di una vita e non possono essere penalizzati per un aumento puramente contabile del valore del loro immobile», ha affermato Cristina Maderni, granconsigliera PLR, evidenziando il rischio di tassare una ricchezza teorica, non accompagnata da un reale incremento della capacità economica.

Tra gli aspetti più rilevanti figura l’impatto sugli affitti. «Non è un problema che riguarda solo i proprietari: un aumento di oltre 404 milioni di franchi di imposte sugli immobili si ripercuoterà inevitabilmente anche sugli inquilini», ha sottolineato Paolo Caroni, granconsigliere de Il Centro. Secondo Caroni, i maggiori costi verrebbero almeno in parte trasferiti sui canoni di locazione, con effetti diretti sul potere d’acquisto delle famiglie.

Le conseguenze sociali sono state evidenziate da Daniele Caverzasio, municipale di Mendrisio per la Lega dei Ticinesi, che ha ricordato come il valore di stima incida su 32 basi legali cantonali. «Parliamo di circa 25,5 milioni di franchi di prestazioni sociali in meno all’anno, con effetti concreti su sussidi, borse di studio e rette delle case anziani», ha dichiarato, sottolineando il rischio di penalizzare in particolare le fasce più vulnerabili.

Preoccupazione anche dal mondo economico. «Un aumento potenziale di oltre 400 milioni di franchi di imposte crea incertezza e mette sotto pressione imprese e famiglie», ha affermato Andrea Gehri, presidente della Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino (Cc-Ti). Gehri ha ribadito l’importanza di stabilità e prevedibilità per la competitività del territorio, ricordando il sostegno all’iniziativa da parte di diverse associazioni economiche, tra cui CATEF, APF AITI, ABT, AIF, SICC e SVIT.
Il comitato sottolinea infine che l’iniziativa non mira a bloccare l’aggiornamento delle stime immobiliari, ma a garantire che le conseguenze fiscali e sociali siano gestite in modo trasparente e attraverso decisioni politiche consapevoli, evitando automatismi. Per i promotori, l’obiettivo è chiaro: evitare una «stangata nascosta» e tutelare equità, trasparenza e stabilità per cittadini e imprese.

Su cosa si vota?
L’iniziativa popolare “Sì alla neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima” ha raccolto 17’352 firme valide e propone l’introduzione dell’articolo costituzionale 34 quater. Questo stabilisce che la revisione generale dei valori di stima immobiliare non possa comportare automaticamente un aumento del gettito fiscale né una riduzione di prestazioni, aiuti e sussidi sociali. È prevista anche una norma transitoria che ne fissa l’entrata in vigore insieme alla nuova legge di applicazione.Il nuovo articolo mira ad ancorare il principio secondo cui la revisione delle stime, prevista nel 2035, debba essere accompagnata da un’analisi dell’impatto su tutte le basi legali interessate e da una valutazione di eventuali adeguamenti normativi. L’obiettivo è evitare automatismi che traducano l’aumento delle stime in maggiore carico fiscale o minori prestazioni sociali senza correttivi. Per alcune prestazioni, tuttavia, il margine di intervento cantonale è limitato o nullo, poiché le regole sono fissate a livello federale.L’espressione “nel complesso” va riferita agli importi globali e non ai singoli casi: la valutazione degli effetti della revisione riguarda quindi l’insieme e non il singolo cittadino.

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