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SVIZZERA

Cassis preoccupato: «Situazione caratterizzata dalla paura»

Il consigliere federale ticinese si è detto inquieto rispetto alla rapida estensione del conflitto in Medio Oriente.
AFP
Fonte AargauerZeitung
Cassis preoccupato: «Situazione caratterizzata dalla paura»
Il consigliere federale ticinese si è detto inquieto rispetto alla rapida estensione del conflitto in Medio Oriente.

BERNA - È un Ignazio Cassis in allarme, dopo gli ultimi sviluppi in Medio Oriente, quello intervistato dall'AargauerZeitung. Il consigliere federale e ministro degli affari esteri ha infatti rivelato la sua maggiore preoccupazione: l'estensione geografica del conflitto.

«Ormai si è esteso praticamente a tutto il Medio Oriente. È di gran lunga la preoccupazione più grande», ha spiegato.

Intanto, per quanto riguarda la Svizzera, Cassis si è limitato a dire che deve continuare a fare ciò che già fa: offrire i suoi buoni uffici, la sua diplomazia di pace, cercare di rendere possibile il dialogo e sostenere l'aiuto umanitario dove necessario.

Certo, le critiche al nostro ruolo di Paese mediatore, negli ultimi tempi, non sono mancate. Per molti impedisce alla Svizzera di assumere una posizione chiara, soprattutto nei confronti del Regime iraniano. «No, non è così», ha replicato Cassis. «Abbiamo questo mandato da oltre 40 anni. Ci permette di fare quel poco che ancora può essere fatto tra gli Stati Uniti e l’Iran. In questo contesto ci siamo attenuti al diritto internazionale e alle sanzioni dell’ONU».

Intanto l'ambasciata svizzera in Iran resta aperta. «Nelle ultime ore ho avuto più volte contatti con le nostre diplomatiche e i nostri diplomatici», ha riferito il consigliere federale al quotidiano argoviese. «La situazione è caratterizzata dalla paura per le bombe chiaramente udibili, per le sirene che ululano ininterrottamente invitando la popolazione a cercare riparo, nonché dall’incertezza sull’evoluzione della situazione. Al momento, tuttavia, stanno tutti bene. L’ambasciata non ha subito danni, non ci sono vittime. Per ora possiamo solo sperare e pregare che questo attacco non duri troppo a lungo».

Cassis ha infine spiegato che al momento non ha un interlocutore diretto a Teheran. «Al momento no. Sono confrontati con bombardamenti e non hanno la possibilità di farsi vedere. La settimana scorsa ho però parlato con il mio omologo a Ginevra (il ministro degli affari esteri iraniano ndr.) e ho mantenuto contatti regolari. Sinceramente se l'Iran dovesse avere un nuovo leader non so nemmeno cosa significherebbe questo per il Governo. Se ci saranno cambiamenti, quali decisioni interne verranno prese, tutto questo è ancora aperto».

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